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Manuale per un voto

C’è stato un tempo, in Italia – quando ancora esisteva la libertà di voto – in cui recarsi alle urne era un piacere e una certezza: il piacere di una bella ed utile passeggiata sotto un cielo terso (non a caso si vota di norma in primavera) con idee ben chiare circa la direzione da imprimere alla matita copiativa anch’essa a passeggio sulla scheda..  Si votava per circoscrizioni, e nelle tante ben nutrite liste era quasi impossibile non trovare una persona nota o un conoscente, se non addirittura un amico o un parente.  Oggi, a chi intendesse tradire il fedele materasso per le false ammiccanti promesse delle infedeli urne, la misera scheda altro non saprà offrire che uno scarno elenco di nomi prescelti dal comitato centrale d’un partito, fermamente intenzionato a prender possesso dell’intero Parlamento per sostituirsi a quei rappresentanti del popolo sovrano di cui parla invece la Costituzione. Che ai partiti vieta persino l’ingresso in aula, per lasciar posto ai gruppi parla...

Consigli senza regìa

Immaginate una televisione che per ventiquattr’ore al giorno non trasmetta altro  break pubblicitari.  Niente film, zero telegiornali, quiz, serie, concorsi, approfondimenti, musica, cultura, intrattenimento, incontri sportivi, umorismo, satira. Solo ed esclusivamente un’infinita mitragliata di sguaiati comunicati pubblicitari.  Adesso, però, smettete di immaginare: perché quella televisione esiste per davvero. Non soltanto sul piccolo o grande schermo, ma anche nelle aule parlamentari, nelle piazze, sulle pagine dei giornali, nei ministeri, nelle istituzioni occupate dai partiti, nei consigli comunali e regionali, nella totalità di quella che è per consuetudine definita «comunicazione politica». Fra milioni di parole sconclusionate e prive di senso, è forse a qualcuno ultimamente capitato d’udire l’enunciazione di un qualche saldo principio, di un obiettivo programmatico, di un qualsiasi progetto per l’avvenire, di un sogno da realizzare, di una valida proposta che poss...

Generazione click!

Che cos’è il mondo, per la generazione  click , se non un immenso telefonino da cui poter estrarre, in una frazione di secondo, tutto quel che occorre possedere o sapere, rigorosamente a costo zero? La generazione juke-box doveva imbucare nel grasso giradischi una moneta da cento lire, per potersi beare di ben tre canzonette. L’equivalente dei quattro euro di oggi. Sul telefonino: musica gratis e a volontà. Anche in video. Anche in testi e spartiti. La generazione cinema doveva pagarsi un biglietto tra gli otto e i dieci euro di oggi, commisurato alla salute e all’anzianità della pellicola, per poter godere (col necessario ritardo) di un film in seconda, terza o quarta visione. Sul telefonino: gratis e a volontà. Prime visioni incluse. La generazione autostop non poteva permettersi un aereo per gli USA (sei mesi di stipendio medio), o per Londra (un mese). Col telefonino puoi viaggiar gratis dal divano di casa, ma anche acquistare un volo low-cost per una qualsiasi destinazione e...

Gioventù fregata

I giovani degli anni Cinquanta. Quelli sì erano poveri per davvero. Non tutte le famiglie avevano una casa per vivere, e neppure la metà col bagno o l’acqua corrente. L’elettricità era un lusso cittadino, e migliaia di persone, persa ogni cosa sotto le ultime bombe, avevano trovato un tetto reinventandosi come portinai nei palazzi cittadini.  Da quella povertà gli Italiani ne sono usciti alla grande. E non depredando i vicini ma, al contrario, stringendosi l’uno accanto all’altro. Trovando il coraggio di guardarsi allo specchio e raccontarsi a se stessi, come doviziosamente testimonia la straordinaria epopea della (ex) grande cinematografia italiana.  Molto ha fatto il cristianesimo, consolatoria religione del «povero è bello», e non solamente a parole. L’oratorio fu per lungo tempo la sola alternativa alla strada, in quel tragico dopoguerra seminato di bimbi orfani e abbandonati, e le scuole religiose affiancarono più che egregiamente le poche scuole statali rimaste.  Ch...

Cui prodest?

Cui prodest ? A chi giova lasciare coscientemente i centri storici delle città italiane in mano a bande armate di adolescenti impuniti e impunibili in cerca di facili rapine, muri da sbombolettare, lavoratori da bastonare, beni pubblici da devastare e tanti, tanti, tanti filmati a volto scoperto di cui inorgoglirsi sui social ? Questo è accaduto ieri a Milano. E non nelle più fetide periferie cittadine, ma sotto gli occhi stupiti della madunina , tra la Galleria e i templi dello shopping .  Se Milano aveva a ragione la pessima fama d’esser diventata una di quelle località italiane dove il solo modo per ostentare un Rolex al polso è quello di farselo tatuare, oggi si rischia la pelle per un paio di scarpe appena luminescenti o un giubbino comprato in negozio anziché al mercatino. Anche un fazzoletto usato è da ieri una preda ambita, per le bande impadronitesi del centro di Milano. Visitatori e turisti sono avvisati.  Inutile chiedersi cosa non abbia funzionato. La sicurezza cit...

Illuminare la strada

Se il condominio non dispone di una portineria, ciascun condòmino sarà costretto a rinforzare a propria cura e a proprie spese la serratura dell’appartamento.  Figurarsi, poi, se quell’edificio neppure è un condominio – come non lo è mai stato l’Unione Europea – ma una piazza sulla quale liberamente si affacciano le più svariate tipologie di costruzioni: condominii veri e propri, come la Germania Federale, l’Austria o il Belgio; eleganti palazzi d’epoca, come la Francia, l’Ungheria, il Portogallo, l’Italia; antiche residenze regali, come la Spagna, l’Olanda, la Danimarca, la Svezia; eleganti dimore nobiliari, come il Lussemburgo; piccole case con grandi giardini, come la Finlandia... Fino a pochi anni fa, della loro sicurezza si occupava una ditta esterna denominata NATO, con proprie guardie e postazioni fisse per strada. Ottimo istituto di vigilanza, un tempo, ma da un anno a questa parte in evidente crisi: il socio di maggioranza minaccia di cedere le proprie quote, le postazioni...

La nuda borghesia

Può accadere che non sia sufficiente la pagina di un blog per comunicare un’idea, e ne occorrano invece centoventiquattro.  È in questi casi che si riscopre l’attualità dell’antica invenzione di Johannes Gutenberg e si finisce con l’imprigionare le parole eccedenti tra la prima e la quarta di copertina di un minuscolo libretto a stampa.  Così è nato «La nuda borghesia. Materiale e immateriale tra Karl Marx e Donald Trump» : breve gita storico-filosofica dalle ingiallite pagine del pensatore di Treviri fino alle deiezioni cerebrali dello spaccone di Washington. Dalle ciminiere fumanti delle fabbriche di Manchester, progenitrici dell’Età Industriale, agli invisibili ma onnipresenti bit del mondo postindustriale. Dall’età della produzione a quella della comunicazione. O, forse, dell’incomunicabilità. Il proletariato operaio, speranza marxiana di una classe sociale che potesse sostituire l’aristocrazia nell’opera di contenimento della debordante e oppressiva borghesia ottocentes...

Di male in legge!

Non occorrono elezioni, tra noi alati, per valutare chi sia degno o meno d’entrare in Paradiso: qui approdano solamente i migliori. Per i peggiori c’è un’altra significativa  location , non meno frequentata, priva di nuvole ma comunque dotata di riscaldamento autonomo e gratuito, seppur non regolabile a piacimento dell’utente. Esistono nove cieli, qui in Paradiso, come spifferato dal vostro ultimo turista – un tal fiorentino dal naso ingobbito – perché è pur vero che se esiste il bene esistono anche l’ottimo e il meglio: cieli di prima o di nona categoria. Ma è pur certo che un malvagio non potrà mai varcare i cancelli sorvegliati da San Pietro. Neppure col più scafato tra gli scafisti. Gli eletti, qui, li eleggiamo noi!  Potrebbe dirsi lo stesso del Parlamento italiano, già privato della libertà di voto col rosatellum , ed ora in procinto d’essere interamente occupato dai partiti? Non dai rappresentanti della popolazione italiana ma dai tesserati di quelle che in Italia sono ...

Chi regge a Reggio?

Attese come un test preelettorale più credibile dei mille sondaggi finora sbandierati, le elezioni suppletive calabresi, indette in questa calda fine di Settembre al fine di nominare un nuovo deputato in sostituzione del dimissionario Francesco Cannizzaro (forzitalico) han visto ancora una volta trionfare di gran lunga il sacro materasso : preferito dal 77,66% dei Calabresi all’affaticante scarpinata verso le urne.  Secondo classificato, col 51,02% (del 22,34% dei votanti, pari pertanto all’11,4% degli elettori), il candidato del centrodestra unito Fabio Roscioli; a seguire il campolarghista Frank Benedetto, col suo 36,59%; quindi il sassovannacciano Domenico Giannetta con un (apparentemente) luminoso 10,94% (2,44% degli aventi diritto al voto) ed infine l’ultrasinistro Francesco Toscano, con un molecolare 1,44%. Chi sperava in una prova generale del voto parlamentare prossimo venturo, è rimasto certamente deluso. La scarsa partecipazione ha in parte minato l’attendibilità dei nume...

Carte false

Leggi sui giornali la vicenda del romanissimo tredicenne che per dar prova di coraggio (?) accoltella in classe la propria insegnante e ti chiedi come ciò sia potuto avvenire.  Poi accendi la tivù, guardi i telegiornali e vedi con i tuoi occhi l’edificio che ospita quella sventurata scuola. Non i maestosi edifici per mezzo dei quali, sin dalle architetture, le prime scuole pubbliche in Italia (1888) trasmettevano ai giovani le illimitate ambizioni del Regno, ma un immondezzaio dai muri scrostati e scarabocchiati, ringhiere arrugginite, pavimentazioni divelte e persino la targa della scuola indegnamente lurida, pasticciata e sbrecciata.  Se quello è lo stampo, simile ad esso sarà il prodotto. Se tanta sporcizia è il volto con il quale la Repubblica Italiana si presenta al vergine sguardo degli apprendisti cittadini, e quei muri cadenti l’immagine del futuro che per essi la Nazione prospetta, le scuole del vostro Stivale altro non potranno inculcare nei giovani se non risentimen...

Tu chiamale se vuoi: elezioni!

Una nuova legge elettorale, o meglio sartoriale, cucita a misura di chi dovrà indossarla, precluderà ancora una volta l’ingresso in Parlamento a quegli uomini di valore che un tempo erano soliti occupare quei nobili scranni, per consegnare invece le due intere Aule alle segreterie dei partiti.  Chi artificiosamente lamenta la «politicizzazione» del terzo ordine dello Stato, la Magistratura, sappia che il vero ordine politicizzato è da qualche decennio il Parlamento: subdolamente degradato da organo di rappresentanza ad organo politico. Quello che fu il sogno dittatoriale della bicamerale D’Alema (1997), fortunatamente stroncato allora sul nascere.   A peggiorar le cose vi è poi il fatto che in Italia è consentito ai parlamentari far parte anche del Governo, e molti di loro già si dilettano in due ruoli che la Costituzione vorrebbe invece separati ed opposti: quello di dare ordini, che è mestiere del Parlamento, e quello di eseguirli, compito che spetta invece al Governo. ...

Incantesimo

« Alternative für Deutschland » sbanca col 44,6% il turno elettorale in Sassonia-Anhalt, una tra le regioni più sofferenti dopo la totale deindustrializzazione di quell’area un tempo appartenente alla Germania dell’Est.  Nessuno commetta l’errore di liquidare la prevista vittoria come un pericoloso rigurgito neonazista. È vero che buona parte degli obiettivi si appellano a più d’uno dei 25 punti del Programma del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, guidato da Adolf Hitler (in particolare il punto 8: «Ogni immigrazione di non Tedeschi deve essere impedita. Chiediamo che tutti i non Tedeschi, immigrati in Germania dal 2 agosto 1914, siano obbligati a lasciare immediatamente il Reich»), ma è sufficiente osservare attentamente il viso dei neovincitori per notare qualcosa di profondamente diverso da quella passata esperienza. A cominciare dall’età dei protagonisti, fin troppo giovanile, per finire coi larghi sorrisi stampati sul volto in luogo del militaresco broncio, mar...

Insaziabili appetiti

Non esistono veri ricchi in America. Non possono in alcun modo esisterne, perché la vera ricchezza è come il buon vino: occorrono anni per invecchiarlo in botte. Nel caso della ricchezza, secoli, se non millenni. E gli USA non hanno che 250 anni di vita.  Esistono tuttavia in America gli «arricchiti», ossia l’esatto contrario dei veri ricchi, e Donald Trump ne è un validissimo esempio. Un vero ricco, erede di incalcolabili ricchezze ma anche di un nome da onorare e difendere, non spreca la propria vita nella ricerca di ulteriori beni, riconoscimenti o popolarità. Non ha il problema di guadagnare altro denaro, ma di spendere quel troppo che già possiede. Può farlo in modo assennato, finanziando opere di beneficenza, o dissennato, arricchendo le sale da gioco: ma sempre con l’intento di liberarsene, piuttosto che moltiplicarlo. Il vero ricco detesta la popolarità. Sa bene quanto il popolo ami più quel che egli possiede che non la sua persona, e quale percentuale di rabbiosa invidia s...

Extraconflitti

Che la tassonomia Destra/Sinistra non abbia più ragione di esistere, sostituita da quella tra  Conservatori, Rivoluzionari e Progressisti ( © «La nuda borghesia» , 2026), balza immediatamente agli occhi quando si osserva l’armocromista alla testa del piddì (conservatore) tentare il sorpasso del portatore insano di pochette  e dei suoi cinquefrilli (rivoluzionari) suonando la medesima tromba in uso a una sempre più slegata Lega (rivoluzionari con fronda conservatrice): la tromba degli «extraprofitti», un tempo cavallo di battaglia tanto dell’italico Partito Nazionale Fascista che del germanico Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Sia i fascisti che i nazisti, giunti al potere con le tasche vuote – grazie al voto di elettori dalle tasche ancor più vuote, prosciugate dalle distruzioni e dai costi della Grande Guerra – null’altro seppero proporre se non svuotare le casse di quelle industrie a loro tempo convertitesi alla produzione bellica, dai cannoni alle divise, p...

Campo stanco

È vero che in elettromagnetismo due poli opposti si attraggono, ma quando ciò accade è perché i due corpi a contatto son fatti della stessa pasta: sono entrambi dei magneti.  Ma può un magnete attrarre una foglia, una nuvola o una pietra?  Parlando dei cinquefrilli (ieri movimento ed oggi partito) e del piddì (ieri partito ed oggi movimento) possiamo parlare di due poli opposti destinati ad allearsi, come in tempi recenti (2018-19) accadde alla Lega di Salvini e ai grillopentiti di Conte? O si tratta di oggetti matericamente  differenti, privi di forza attrattiva? Teoricamente, nella lettura ottocentesca degli odierni politicanti (quei due che sanno leggere), piddini, verdisinistri e putingrillini potrebbero fregiarsi della medesima bandiera «de sinistra» (sempre che una bandiera la sinistra l’abbia ancora, divisa com’è tra usurate falci, scarabocchi sui muri e stendardi di Hamas), intestando ad una sinistra che non c’è più i valori di un francescanesimo che ancora regge:...