C’è stato un tempo, in Italia – quando ancora esisteva la libertà di voto – in cui recarsi alle urne era un piacere e una certezza: il piacere di una bella ed utile passeggiata sotto un cielo terso (non a caso si vota di norma in primavera) con idee ben chiare circa la direzione da imprimere alla matita copiativa anch’essa a passeggio sulla scheda.. Si votava per circoscrizioni, e nelle tante ben nutrite liste era quasi impossibile non trovare una persona nota o un conoscente, se non addirittura un amico o un parente. Oggi, a chi intendesse tradire il fedele materasso per le false ammiccanti promesse delle infedeli urne, la misera scheda altro non saprà offrire che uno scarno elenco di nomi prescelti dal comitato centrale d’un partito, fermamente intenzionato a prender possesso dell’intero Parlamento per sostituirsi a quei rappresentanti del popolo sovrano di cui parla invece la Costituzione. Che ai partiti vieta persino l’ingresso in aula, per lasciar posto ai gruppi parla...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.