È un Conte di nome, ma non di fatto, quello che ultimamente si aggira sulle pagine dei giornali accusando gli incerti alleati di voler deliberatamente costruire «una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti». Pretendendo con ciò d’aver detto qualcosa « de sinistra », piuttosto che un tardivo rigurgito di pacifismo hippy marchiato Woodstock, 1969, immemore del fatto che per «metter dei fiori nei nostri cannoni» occorrerebbe per prima cosa averceli, quei cannoni. Sottratti all’Italia, insieme al naviglio, agli aerei d’assalto e alle difese costiere dai Trattati di pace di Parigi del 1947. Certo, in quel mondo senza nemici, senza confini e senza classi idealizzato due secoli or sono da Karl Marx sarebbe stato forse possibile vivere in pace e disarmati, come in certi piccoli villaggi dove ancora si dorme col portone aperto. Ma neppure quell’immaginaria società – che mai nacque – sarebbe potuta esistere se non macchiandosi del sangue di un’irrinunciabile rivoluzion...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.