C’era una volta, in Italia, tra l’VIII secolo e il 1870, lo Stato della Chiesa: un regime teocratico fattosi monarchia assoluta che, dalle coste laziali, si estendeva fino all’Adriatico, includendo la Romagna, l’Umbria, le Marche. Un’estensione pari al doppio dell’odierno Stato di Israele. I peccatori non dovevano attendere l’Inferno, per averne un assaggio già su questo mondo, e la pena di morte era largamente praticata. Sembrava che niente e nessuno potesse sconfiggere quel grande regno che spaccava in due lo Stivale, dotato di immense risorse finanziarie e spalleggiato da potenti alleati. Storia, religione, denaro, potere e geografia non impedirono tuttavia alla neonata monarchia sabauda, nel 1870, di conquistarlo ed annetterlo al nuovo Regno d’Italia. L’antico Stato dei Papi sarebbe risorto soltanto nel 1929, sotto il nome di Stato del Vaticano. Con un territorio centomila volte più piccolo (0,44 kmq in luogo di 44.000), ma non per questo meno influente...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.