Immaginiamo che Trump sia un ragazzetto che ripete per la terza volta la terza media, e gli sia saltato il vezzo di malmenare un bimbo di quarta elementare per rubargli cuffiette e telefonino. Due volte più grosso, si introduce nella classe accanto ed acchiappa il malcapitato per il collo. Inaspettatamente, la piccola vittima reagisce. Trump, non contento di esser lui di gran lunga il più forte, si indigna di fonte a tanto non previsto coraggio (la sola virtù che spaventa i codardi) e chiede aiuto ai compagni delle medie che, sdegnati, non si uniscono all’azione criminosa. — Ma come! Non eravate i miei amici? — si inalbera il trumpoteppista. — Proprio perché lo siamo è nostro dovere tentar di distoglierti dal compiere un’azione tanto vigliacca e rivoltante. Ma se proprio ci tieni, trova la forza e il coraggio per portarla a termine da te. Quanto a noi, faremo finta di non vedere. — Non siete miei amici, allora! E mai più lo sarete! Non so che farmene di amici com...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.