Non è più tempo di carne da cannone: al fronte ci vanno missili e ordigni telecomandati e a morire son solo i civili, colpiti nelle loro case volutamente o per sbaglio. È invece tempo di carne da barcone: migliaia di disperati accalcati su zattere fatiscenti, abbandonati in balia delle onde al prezzo di un volo intercontinentale di prima classe. Che diventano decine di migliaia quando un salvagente da pochi euro può agevolmente sostituire l’imbarcazione, come è accaduto a Ceuta, dove settantamila bagnanti – per lo più ragazzini in cerca di facili emozioni – aizzati dal re del Marocco han proditoriamente varcato la labile frontiera che separa il regno africano dall’enclave spagnola in terra d’Africa. L’episodio, spentosi ben presto con la volontaria remigrazione della quasi totalità dei fuggiaschi, colpiti dal caldo, dalla sete e dalla fame assai più che dalle guardie di frontiera, ha avuto particolare eco in Italia: ottima benzina per il rombante motore di Vannacci, pessima ...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.