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Visualizzazione dei post da agosto 2, 2026

Carne da barcone

Non è più tempo di carne da cannone: al fronte ci vanno missili e ordigni telecomandati e a morire son solo i civili, colpiti nelle loro case volutamente o per sbaglio.  È invece tempo di carne da barcone: migliaia di disperati accalcati su zattere fatiscenti, abbandonati in balia delle onde al prezzo di un volo intercontinentale di prima classe. Che diventano decine di migliaia quando un salvagente da pochi euro può agevolmente sostituire l’imbarcazione, come è accaduto a Ceuta, dove settantamila bagnanti – per lo più ragazzini in cerca di facili emozioni – aizzati dal re del Marocco han proditoriamente varcato la labile frontiera che separa il regno africano dall’enclave spagnola in terra d’Africa.  L’episodio, spentosi ben presto con la volontaria remigrazione della quasi totalità dei fuggiaschi, colpiti dal caldo, dalla sete e dalla fame assai più che dalle guardie di frontiera, ha avuto particolare eco in Italia: ottima benzina per il rombante motore di Vannacci, pessima ...