Non è più l’Italia del calcio: è l’Italia del tennis. Trump lancia con violenza la palla, Meloni ribatte con forza e il colpo va dritto in faccia a Vannacci, seduto a bordo campo. Quale miglior involontario assist per un ministro in scadenza, stretto tra un generale che avanza e gli avanzi di un insalvabile Salvini? È la fortunata pallottola che sfiora appena l’orecchio. Vera o falsa che sia, riempie le pagine dei giornali di mezzo mondo e smuove una montagna di voti. Se solo fino a ieri la bionda garbatellara non era che una fra i tanti reggistrascico della Casa Bianca, regina del Male punzecchiata a destra dal Peggio e a sinistra dal Niente, oggi è l’innocente ragazzotta sull’autobus: pizzicata sul sedere da un vecchio rincitrullito e tuttavia capace di reagire con forza. Anche contro il capoccia di quella che va giorno dopo giorno manifestandosi come la più grande grande impotenza politica e militare del pianeta. Meni uno e colpisci due. Il combattente in vestaglia...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.