Osservatrice o servitrice? Quale ruolo per l’Italia nel business politico-immobiliare dell’attesa ricostruzione di Gaza, in realtà sopra Gaza? Son già due i ministri (politicizzati) italiani che, senza attendere un minuto, si son presto accodati al dittatore americano in quella che si annuncia non soltanto come la più grande speculazione edilizia della prima metà del secolo, ma anche come il definitivo colpo di grazia all’evaporata autorità dell’ONU. Oltreché un’assicurazione personale sul futuro politico del biondo cinghiale, quando prima o poi, con le buone o con le cattive, sarà comunque obbligato ad abbandonare la Tana Bianca. Dopo averla sfregiata, s’intende, a colpi di sale da ballo ed altri abusi all’insegna del kitsch più pretenzioso, inelegante e sgraziato. La sola scusante, per i due servitori dello Stato («Giuro di […] esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione»), è quella di aver agito non tanto per interesse personale, quanto per amore...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.