Come andrà a finire, già lo sappiamo. Tra cinque o dieci anni gli stessi Americani ci faranno un film, e lo intitoleranno «Un buzzurro alla Casa Bianca». Il mondo lo vedrà e si sbellicherà dalle risate. Forse anche prima: Chaplin non ha atteso il 1945 per beffarsi di Hitler e Mussolini ne «Il grande dittatore»: la pellicola stava in sala già dal 1940, ben prima che gli USA entrassero in guerra. Quanti saranno i sopravvissuti in grado di vederlo, dipenderà da noi. Da una manciata di Stati liberi ancora presenti in Europa ma troppo occupati in piccole beghe condominiali per comprendere che, sullo scacchiere internazionale, quel pugno di nazioni sparpagliate e divise rappresentano per USA, Russia e Cina non un nemico o un avversario da combattere, ma un appetitoso bottino. Una refurtiva fatta di volgare cartamoneta, per il palazzinaro Trump; di ricchi irrinunciabili mercati, per Xi Jinping, di vendicativa sete di rivincita e rabbioso muso duro per il bullo di periferia Putin. Q...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.