Può accadere che non sia sufficiente la pagina di un blog per comunicare un’idea, e ne occorrano invece centoventiquattro. È in questi casi che si riscopre l’attualità dell’antica invenzione di Johannes Gutenberg e si finisce con l’imprigionare le parole eccedenti tra la prima e la quarta di copertina di un minuscolo libretto a stampa. Così è nato «La nuda borghesia. Materiale e immateriale tra Karl Marx e Donald Trump» : breve gita storico-filosofica dalle ingiallite pagine del pensatore di Treviri fino alle deiezioni cerebrali dello spaccone di Washington. Dalle ciminiere fumanti delle fabbriche di Manchester, progenitrici dell’Età Industriale, agli invisibili ma onnipresenti bit del mondo postindustriale. Dall’età della produzione a quella della comunicazione. O, forse, dell’incomunicabilità. Il proletariato operaio, speranza marxiana di una classe sociale che potesse sostituire l’aristocrazia nell’opera di contenimento della debordante e oppressiva borghesia ottocentes...
Non occorrono elezioni, tra noi alati, per valutare chi sia degno o meno d’entrare in Paradiso: qui approdano solamente i migliori. Per i peggiori c’è un’altra significativa location , non meno frequentata, priva di nuvole ma comunque dotata di riscaldamento autonomo e gratuito, seppur non regolabile a piacimento dell’utente. Esistono nove cieli, qui in Paradiso, come spifferato dal vostro ultimo turista – un tal fiorentino dal naso ingobbito – perché è pur vero che se esiste il bene esistono anche l’ottimo e il meglio: cieli di prima o di nona categoria. Ma è pur certo che un malvagio non potrà mai varcare i cancelli sorvegliati da San Pietro. Neppure col più scafato tra gli scafisti. Gli eletti, qui, li eleggiamo noi! Potrebbe dirsi lo stesso del Parlamento italiano, già privato della libertà di voto col rosatellum , ed ora in procinto d’essere interamente occupato dai partiti? Non dai rappresentanti della popolazione italiana ma dai tesserati di quelle che in Italia sono ...