I giovani degli anni Cinquanta. Quelli sì erano poveri per davvero. Non tutte le famiglie avevano una casa per vivere, e neppure la metà col bagno o l’acqua corrente. L’elettricità era un lusso cittadino, e migliaia di persone, persa ogni cosa sotto le ultime bombe, avevano trovato un tetto reinventandosi come portinai nei palazzi cittadini. Da quella povertà gli Italiani ne sono usciti alla grande. E non depredando i vicini ma, al contrario, stringendosi l’uno accanto all’altro. Trovando il coraggio di guardarsi allo specchio e raccontarsi a se stessi, come doviziosamente testimonia la straordinaria epopea della (ex) grande cinematografia italiana. Molto ha fatto il cristianesimo, consolatoria religione del «povero è bello», e non solamente a parole. L’oratorio fu per lungo tempo la sola alternativa alla strada, in quel tragico dopoguerra seminato di bimbi orfani e abbandonati, e le scuole religiose affiancarono più che egregiamente le poche scuole statali rimaste. Ch...
Cui prodest ? A chi giova lasciare coscientemente i centri storici delle città italiane in mano a bande armate di adolescenti impuniti e impunibili in cerca di facili rapine, muri da sbombolettare, lavoratori da bastonare, beni pubblici da devastare e tanti, tanti, tanti filmati a volto scoperto di cui inorgoglirsi sui social ? Questo è accaduto ieri a Milano. E non nelle più fetide periferie cittadine, ma sotto gli occhi stupiti della madunina , tra la Galleria e i templi dello shopping . Se Milano aveva a ragione la pessima fama d’esser diventata una di quelle località italiane dove il solo modo per ostentare un Rolex al polso è quello di farselo tatuare, oggi si rischia la pelle per un paio di scarpe appena luminescenti o un giubbino comprato in negozio anziché al mercatino. Anche un fazzoletto usato è da ieri una preda ambita, per le bande impadronitesi del centro di Milano. Visitatori e turisti sono avvisati. Inutile chiedersi cosa non abbia funzionato. La sicurezza cit...