È bastato il gesto di un folle, armato di una Citroën C3 bianca lungo una strada (incustodita, come usa in Italia) nella ZTL di una piccola città come Modena, per scatenare non una serena e informata meditazione su quanto accaduto, ma la consueta sguaiata quanto inutile tempesta di parole, buona per lanciare gratuiti insulti contro i (presunti) avversari politici, quando non addirittura (se di mestiere si fa il ministro) contro sé stessi. Così, prima ancora di scoprire che l’autore della strage era un Italiano di nascita ancor più di Garibaldi (nato a Nizza), l’austropadanoungarico Matteo Salvini ha immediatamente aperto gli scarichi intimando a gran raglio: Remigrazione! Remigrazione! Remigrazione! Che, nel caso specifico, significherebbe accompagnare il folle alle frontiere dell’Italia per poi rispedirlo senza indugi in Italia. Al suo Paese. A complicare il quadro geomigratorio giunge poi la notizia che tra gli eroi meritevoli d’aver steso al suolo e bloccato il Ber...
C’era una volta il calcio. La Nazionale vinceva i Mondiali ed il tennis non era che un passatempo per ricchi, da praticarsi in circoli esclusivi come il Parioli o il Bonacossa, con adeguata disponibilità di denaro e tempo libero: la racchetta costava più della palla e la scarpetta più del piede nudo. E non si poteva giocare per strada. Al glorioso pallone, gli Italiani del Terzo Millennio sembrano preferire le palline: quella in punta di racchetta e quelle altre (più nascoste) che han fatto in pochi anni di Jannik Sinner il miglior tennista al mondo: campione planetario di uno sport che parla inglese, ma pur sempre figlio dell’italicissima pallacorda. Viva il tennis, dunque, sola cura al momento disponibile per le chiappe ancora arrossate da quel (doloroso) calcio che, per la terza volta consecutiva, ha eliminato la Nazionale dai Mondiali. Il dramma è che la passione per la racchetta ha presto tracimato da quella vasta ma ben delimitata platea di orfani della scarpa ch...