Non esistono veri ricchi in America. Non possono in alcun modo esisterne, perché la vera ricchezza è come il buon vino: occorrono anni per invecchiarlo in botte. Nel caso della ricchezza, secoli, se non millenni. E gli USA non hanno che 250 anni di vita. Esistono tuttavia in America gli «arricchiti», ossia l’esatto contrario dei veri ricchi, e Donald Trump ne è un validissimo esempio. Un vero ricco, erede di incalcolabili ricchezze ma anche di un nome da onorare e difendere, non spreca la propria vita nella ricerca di ulteriori beni, riconoscimenti o popolarità. Non ha il problema di guadagnare altro denaro, ma di spendere quel troppo che già possiede. Può farlo in modo assennato, finanziando opere di beneficenza, o dissennato, arricchendo le sale da gioco: ma sempre con l’intento di liberarsene, piuttosto che moltiplicarlo. Il vero ricco detesta la popolarità. Sa bene quanto il popolo ami più quel che egli possiede che non la sua persona, e quale percentuale di rabbiosa invidia s...
Che la tassonomia Destra/Sinistra non abbia più ragione di esistere, sostituita da quella tra Conservatori, Rivoluzionari e Progressisti ( © «La nuda borghesia» , 2026), balza immediatamente agli occhi quando si osserva l’armocromista alla testa del piddì (conservatore) tentare il sorpasso del portatore insano di pochette e dei suoi cinquefrilli (rivoluzionari) suonando la medesima tromba in uso a una sempre più slegata Lega (rivoluzionari con fronda conservatrice): la tromba degli «extraprofitti», un tempo cavallo di battaglia tanto dell’italico Partito Nazionale Fascista che del germanico Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Sia i fascisti che i nazisti, giunti al potere con le tasche vuote – grazie al voto di elettori dalle tasche ancor più vuote, prosciugate dalle distruzioni e dai costi della Grande Guerra – null’altro seppero proporre se non svuotare le casse di quelle industrie a loro tempo convertitesi alla produzione bellica, dai cannoni alle divise, p...