Il bue che dà del cornuto all’asino è un antico e collaudato proverbio che riposiziona in ambito campestre l’evangelico versetto: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?» [Luca 6,41]. Sentire un ministro della Repubblica imputare di «politicizzazione» un membro della Magistratura, suo pari grado, non può che richiamare alla mente la mendace accusa di quel cornutissimo quadrupede: il ministro di un Governo mai così politicizzato, al servizio di un Parlamento ancor più politicizzato, incolpa di politicizzazione il meno politicizzato fra i tre poteri dello Stato. Il solo (non a caso) che espressamente richiede ai propri membri un titolo universitario, non soltanto la scuola dell’obbligo. Aperto a pochi e selezionati, non al primo scaldapopoli di passaggio. A rigor di Costituzione, il Parlamento è (dovrebbe essere) cosa ben diversa dalla politica. Ai partiti non è permesso esser presenti in aula: ai senatori e ...
Quattordici panzane ben rimestate non bastano per fare un buon minestrone. Neppure insaporendole con tanta, tanta, tanta polpa di Melone. Eppure, nella lunga corsa verso un referendum grimaldello che, mentre chiede un innocuo voto sulla serratura (carriera dei magistrati), cerca invece di scassinare la cassaforte (la Costituzione), la ministra del minestrone si è ieri esibita in un’accorata denuncia delle presunte storture di una «Magistratura politicizzata» che, a parer suo, contrasta l’azione (?) del Governo in materia di immigrazione irregolare. Per dimostrarlo, inanella ben quattordici smisurate panzane che, con l’aiuto del nostro collaudato panzanometro, andremo ad esaminare nel dettaglio. Questo il testo integrale della dichiarazione di chi presiede il Consiglio dei ministri: «Un cittadino algerino irregolare in Italia che ha alle spalle 23 condanne , tra le quali lesioni per aver picchiato una donna a calci e pugni, non potrà essere trattenuto in un CPR né trasferito nel c...