Passa ai contenuti principali

Post

Spremere il limone

Come perderanno le prossime elezioni gli scompaginati eroi di quel campo fin troppo largo, ai bordi del quale amano talvolta accovacciarsi per dar sfogo alle loro più urgenti necessità? Perdere le precedenti è stato facile. È bastato appecorarsi al «liberi tutti» dei tanti che han festeggiato il ciao ciao di Draghi – papà ritenuto troppo severo e attento alle paghette – e, tanto per esser sicuri di prender schiaffi, oltre che pedate, innalzare le sbiadite bandiere dello ius sòla e della liberalizzazione della cannabis .  È andata come è andata. Nel senso che NON è andata.  E per aver certezza che alla prossima vada ancor peggio, già s’accendono i razzi della nuova arma finale: l’imposta patrimoniale! Verrebbe da chiedere perché. Se già non conoscessimo la risposta: per togliere ai ricchi e per dare ai poveri. Mostrando in tal modo di ignorare non soltanto quanta e quale differenza passi tra francescanesimo e progresso, tra cattolicesimo medievale e sinistra del Terzo Millenn...
Post recenti

Pochi sanno...

Pochi sanno che l’Italia non ha mai smesso di costruire parti di centrali nucleari per tutta l’Europa, negli stabilimenti di Monfalcone.  Pochi sanno che della Chernobyl italiana (il disastro del Vajont, poco meno di duemila morti), sono responsabili le energie rinnovabili, non il nucleare.  Pochi sanno che i mulini a vento, ad acqua e i pannelli solari non producono genericamente «energia» ma una sola forma di energia, tra le più deboli: l’elettricità. Grazie alla quale già da cent’anni si muovono i treni, ma non ancora le navi o gli aerei, e neppure si fondono i metalli o il vetro. Una fonte energetica utile forse nel contesto domestico, ma certo insufficiente ad alimentare le industrie e i servizi di una nazione avanzata.  Il nucleare produce energia pulita ad alta potenza e a basso costo. Non è ancora in grado di far volare gli aerei, ma già muove le grandi navi. E per quanto concerne la sicurezza, nulla vieta di dislocare le centrali (ormai di contenutissime dimensio...

Maniscalchi e gommisti

Agli occhi dei ragazzini malcresciuti, i peggiori nemici sono, nell’ordine, prima i genitori, poi gli insegnanti. Quando tentano di imporre loro le più elementari regole di civile convivenza.   Altri più feroci, per fortuna, ancora non ne conoscono. E neppure sanno che mentre a ciascuno è dato scegliersi i propri amici, i nemici son loro che ci scelgono.  In questi tempi di bimbi mal cresciuti – dal presidente degli ex-gloriosi Stati Uniti d’America in su – anche i reggimoccolo della piccola Italia si dilettano nella ricerca di nemici immaginari che possano giustificare le loro abissali ignoranze, inettitudini e incapacità. E in mancanza di genitori (ignoti), o di insegnanti (mai incontrati), qual miglior «nemico» additare al mondo se non l’Unione Europea, impropriamente soprannominata «Europa»? Quasi a convincere i loro adepti che l’Unione sia uno Stato con pieni poteri, e non invece un insieme di accordi e trattati tra Stati sovrani? Di quegli Stati figlia, piuttosto ch...

Integrare

È bastato il gesto di un folle, armato di una Citroën C3 bianca lungo una strada (incustodita, come usa in Italia) nella ZTL di una piccola città come Modena, per scatenare non una serena e informata meditazione su quanto accaduto, ma la consueta sguaiata quanto inutile tempesta di parole, buona per lanciare gratuiti insulti contro i (presunti) avversari politici, quando non  addirittura (se di mestiere si fa il ministro) contro sé stessi.   Così, prima ancora di scoprire che l’autore della strage era un Italiano di nascita ancor più di Garibaldi (nato a Nizza), l’austropadanoungarico Matteo Salvini ha immediatamente aperto gli scarichi intimando a gran raglio: Remigrazione! Remigrazione! Remigrazione! Che, nel caso specifico, significherebbe accompagnare il folle alle frontiere dell’Italia per poi rispedirlo senza indugi in Italia. Al suo Paese.  A complicare il quadro geomigratorio giunge poi la notizia che tra gli eroi meritevoli d’aver steso al suolo e bloccato il Ber...

Tempo di racchette

C’era una volta il calcio. La Nazionale vinceva i Mondiali ed il tennis non era che un passatempo per ricchi, da praticarsi in circoli esclusivi come il Parioli o il Bonacossa, con adeguata disponibilità di denaro e tempo libero: la racchetta costava più della palla e la scarpetta più del piede nudo. E non si poteva giocare per strada.  Al glorioso pallone, gli Italiani del Terzo Millennio sembrano preferire le palline: quella in punta di racchetta e quelle altre (più nascoste) che han fatto in pochi anni di Jannik Sinner il miglior tennista al mondo: campione planetario di uno sport che parla inglese, ma pur sempre figlio dell’italicissima pallacorda.  Viva il tennis, dunque, sola cura al momento disponibile per le chiappe ancora arrossate da quel (doloroso) calcio che, per la terza volta consecutiva, ha eliminato la Nazionale dai Mondiali.  Il dramma è che la passione per la racchetta ha presto tracimato da quella vasta ma ben delimitata platea di orfani della scarpa ch...

Piccolo è bello!

Stati Uniti d’America: 9.834.000 km²; Stato del Vaticano: 0,44 km².  Se l’unità di misura della vigliaccheria è il chilometro quadrato, per il dittatore degli Stati del Ciuffo di Bananas quella misura è esattamente 22.350.000 a 1. Tale è la proporzione tra i cinquanta Stati del Nordamerica e il minuscolo ex Stato Pontificio, grande quanto una piazza di Roma.  Ma se piccolo è bello (come Epstein insegna), piccolissimo e disarmato è ancora meglio (come l’Al Cafone della Casa Bianca preferisce).   Così, anche ieri, il presidente degli Stati Uniti d’America ha scagliato un nuovo cartoccio di fantasiose calunnie («fiancheggiatore dell’Islam»!) contro il monarca di uno Stato ventiduemilionitrecentocinquantamila volte più piccolo del suo.  Altro che il lupo e l’agnello (lotta, al confronto, quasi alla pari). Qui stanno sul ring l’elefante ed il batterio. E a qual fine? Quello di ricattare il Papa americano – evidentemente ritenuto inalienabile proprietà della famigghja ...

Senza paura!

Tristi spettacoli ieri a Milano, tra una Piazza Duomo mai tanto impossibile da riempire e la vicina via Borgogna, dove il consueto spreco d’acqua degli idranti è andato di pari passo con l’ancor più inutile spreco di lacrimogeni, gratuitamente elargiti a chi già nella vita non sa far altro che piangere. Sui muri i consueti tatuaggi che nessuno cancellerà mai, firme di inciviltà non tanto di chi chi li sbomboletta (dimostrando se non altro di saper scrivere) quanto di chi è pagato per ripulirli ma si guarda bene dal farlo. Sporcamilano! Presenti e strillanti anche gli ossimori, ossia gli «anarchici gerarchizzati», che chiedono l’abolizione del 41bis (impunità anche per le bombe, non solo per gli edifici occupati). Poco oltre, la consueta processione del lavatoio propal , intento ad elevar litanie mentre asciuga al sole le altrui bandiere.  Dei senzapaura sotto la Madonnina spaventa solo l’abissale ignoranza.  A cantar messa c’è Salvini, nella più alta veste di indissolubil...