Le grida e le contrattazioni che dal banchetto ortofrutticolo dei meloni vanno allargandosi all’intero mercatino estivo, dove venditori e friggitori d’aria, non contenti di spacciare elezioni farlocche per l’anno che verrà, già puntano il dito in direzione del Quirinale, sono la diretta quanto inevitabile conseguenza di quell’abolizione del diritto di voto che fu a suo tempo il Rosatellum . Se non son più gli elettori a scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, ma quei partiti che un tempo si limitavano a proporli ed oggi invece li impongono, perché mai l’inquilino del Quirinale non dovrebbe venir deciso anch’esso dai partiti, piuttosto che votato (segretamente) dai grandi elettori? Da tempo i partiti si sono impadroniti tanto del Parlamento che del Governo, ed ora tentano d’allungar le mani anche sulla Magistratura. Si salva (per ora) giusto il Presidente della Repubblica: comandante in capo delle Forze Armate, unico titolato a sottoscrivere trattati internazionali, a dichiarar...
Tre note son troppe, per chi ama il rap . Tre colori sono un arcobaleno, per chi pensa in bianco e nero. Tre idee sono una biblioteca, per chi nel cranio non ne ospita che una per volta. Nella «Fattoria degli animali», le pecore di Orwell non cessano di belare quel solo elementare concetto iniettato loro dall’esterno: «Quattro gambe buono, due gambe cattivo!». Nella fattoria Vannacci le pecore non smettono di intonare: «Italiano buono, straniero cattivo». Si beano di quel che belano. E tanto basta a quei morbidi quadrupedi per sentirsi felici. Se la Terra è piatta, come la maggior parte della carne da partito fortissimamente crede, il mondo altro non è che una grande moneta a due facce: pace e guerra, ricchezza e miseria, salute e malattia, gioventù e vecchiaia, bruttezza o bellezza, buono o cattivo, viltà o coraggio, Italia o Europa, noi o loro, vincere o perdere, destra o sinistra, normale o anormale… In un mondo siffatto non è difficile, per ...