Una nuova legge elettorale, o meglio sartoriale, cucita a misura di chi dovrà indossarla, precluderà ancora una volta l’ingresso in Parlamento a quegli uomini di valore che un tempo erano soliti occupare quei nobili scranni, per consegnare invece le due intere Aule alle segreterie dei partiti. Chi artificiosamente lamenta la «politicizzazione» del terzo ordine dello Stato, la Magistratura, sappia che il vero ordine politicizzato è da qualche decennio il Parlamento: subdolamente degradato da organo di rappresentanza ad organo politico. Quello che fu il sogno dittatoriale della bicamerale D’Alema (1997), fortunatamente stroncato allora sul nascere. A peggiorar le cose vi è poi il fatto che in Italia è consentito ai parlamentari far parte anche del Governo, e molti di loro già si dilettano in due ruoli che la Costituzione vorrebbe invece separati ed opposti: quello di dare ordini, che è mestiere del Parlamento, e quello di eseguirli, compito che spetta invece al Governo. ...
« Alternative für Deutschland » sbanca col 44,6% il turno elettorale in Sassonia-Anhalt, una tra le regioni più sofferenti dopo la totale deindustrializzazione di quell’area un tempo appartenente alla Germania dell’Est. Nessuno commetta l’errore di liquidare la prevista vittoria come un pericoloso rigurgito neonazista. È vero che buona parte degli obiettivi si appellano a più d’uno dei 25 punti del Programma del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, guidato da Adolf Hitler (in particolare il punto 8: «Ogni immigrazione di non Tedeschi deve essere impedita. Chiediamo che tutti i non Tedeschi, immigrati in Germania dal 2 agosto 1914, siano obbligati a lasciare immediatamente il Reich»), ma è sufficiente osservare attentamente il viso dei neovincitori per notare qualcosa di profondamente diverso da quella passata esperienza. A cominciare dall’età dei protagonisti, fin troppo giovanile, per finire coi larghi sorrisi stampati sul volto in luogo del militaresco broncio, mar...