Due messaggi. Due presidenti. Due mondi. Il primo: siamo tutti sulla stessa barca (o sullo stesso tram, se viviamo a Milano, dove il mare non c’è). Siamo diversi, vecchi e bambini, ma andiamo nella stessa direzione, e il manovratore è un giovane capace. E a bordo ci si aiuta l’un l’altro. Il secondo: viviamo nella giungla, e la giungla è fatta per gli animali, non per gli esseri umani. Ma gli animali sono diversi tra loro: un insetto non può valere quanto un elefante. Gli animali non si aiutano l’un l’altro, ma tra di loro combattono e si divorano. Inevitabilmente sopravvivono i più forti e, tra quelli, il più forte di tutti, il leone, comanda. Al di sopra di scimmie, zebre, asini, vacche, maiali... Due mondi oggi messi a confronto da due filmati che, a ventiquattrore di distanza, hanno invaso miliardi di schermi tascabili e domestici. Messaggio di pace e concordia il primo, trasmesso dalla piccola Italia ma amplificato dall’universalità dell’evento olimpico; brama di do...
Non poteva che finire così. Una Destra (quella vera) o è conservatrice, o non è. E la Lega, conservatrice non lo è. O meglio, lo è solo in parte: in quella Padania dove è nata, in quelle amministrazioni locali dove ha saputo dare il meglio di sé. Esistono (esistevano?) due Leghe. Una, fino ad oggi messa all’angolo, conservatrice e di destra; un’altra rivoluzionaria, dunque neofascista: la falsa «destra» di chi non possiede nulla degno d’esser conservato e molto da rubare a chi invece lo conserva. Quei pochi reduci della (vera) Destra italiana, quella liberalrepubblicana dei Malagodi e dei Montanelli, svolazzano dalle parti di Forza Italia, i cui fondatori hanno parecchio da conservare, incluso il nome del fondatore: presidente ancorché defunto. Gli ignoranti e squattrinati parvenu di Fratelli d’Italia con quella Destra han ben poco a che fare. Rimpiangono il Fascismo (con la «F» maiuscola), ma devono accontentarsi (per ora) del neofascismo. Sebbene fra i tanti ...