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Extrasconfitti

Che la tassonomia Destra/Sinistra non abbia più ragione di esistere, sostituita da quella tra  Conservatori, Rivoluzionari e Progressisti ( © «La nuda borghesia» , 2026), balza immediatamente agli occhi quando si osserva l’armocromista alla guida del piddì (conservatore) tentare il sorpasso del portatore insano di pochette  e dei suoi cinquefrilli (rivoluzionari) suonando la medesima tromba in uso a una sempre più slegata Lega (rivoluzionari con fronda conservatrice): la tromba degli «extraprofitti», un tempo cavallo di battaglia tanto dell’italico Partito Nazionale Fascista che del germanico Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Sia i fascisti che i nazisti, giunti al potere con le tasche vuote – col voto di elettori dalle tasche ancor più vuote, prosciugate dalle distruzioni e dai costi della Grande Guerra – null’altro seppero proporre se non svuotare le casse di quelle industrie a loro tempo convertitesi alla produzione bellica, dai cannoni alle divise, pretend...
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Campo stanco

È vero che in elettromagnetismo due poli opposti si attraggono, ma quando ciò accade è perché i due corpi a contatto son fatti della stessa pasta: sono entrambi dei magneti.  Ma può un magnete attrarre una foglia, una nuvola o una pietra?  Parlando dei cinquefrilli (ieri movimento ed oggi partito) e del piddì (ieri partito ed oggi movimento) possiamo parlare di due poli opposti destinati ad allearsi, come in tempi recenti (2018-19) accadde alla Lega di Salvini e ai grillopentiti di Conte? O si tratta di oggetti matericamente  differenti, privi di forza attrattiva? Teoricamente, nella lettura ottocentesca degli odierni politicanti (quei due che sanno leggere), piddini, verdisinistri e putingrillini potrebbero fregiarsi della medesima bandiera «de sinistra» (sempre che una bandiera la sinistra l’abbia ancora, divisa com’è tra usurate falci, scarabocchi sui muri e stendardi di Hamas), intestando ad una sinistra che non c’è più i valori di un francescanesimo che ancora regge:...

Carne da barcone

Non è più tempo di carne da cannone: al fronte ci vanno missili e ordigni telecomandati e a morire son solo i civili, colpiti nelle loro case volutamente o per sbaglio.  È invece tempo di carne da barcone: migliaia di disperati accalcati su zattere fatiscenti, abbandonati in balia delle onde al prezzo di un volo intercontinentale di prima classe. Che diventano decine di migliaia quando un salvagente da pochi euro può agevolmente sostituire l’imbarcazione, come è accaduto a Ceuta, dove settantamila bagnanti – per lo più ragazzini in cerca di facili emozioni – aizzati dal re del Marocco han proditoriamente varcato la labile frontiera che separa il regno africano dall’enclave spagnola in terra d’Africa.  L’episodio, spentosi ben presto con la volontaria remigrazione della quasi totalità dei fuggiaschi, colpiti dal caldo, dalla sete e dalla fame assai più che dalle guardie di frontiera, ha avuto particolare eco in Italia: ottima benzina per il rombante motore di Vannacci, pessima ...

Quinto: non uccidere

A quanti, in coda al semaforo sotto il sole, non è scappato un «Ma va’ a mori' ammazzato!» strillato all’automobilista davanti, appisolatosi allo scattare del verde? A molti, se non a tutti. Ma in pochi, fortunatamente, son scesi dall’auto per dare effettiva esecuzione a quel sommario processo. Rigorosamente mentale. Molti, invece, forse troppi, si sarebbero comportati come il gioielliere-giustiziere rapinato nella provincia di Cuneo. Ed anche peggio. Ma è proprio per evitare che ciò accada che esiste in Italia la Legge.  La vendetta personale appartiene all’alba della civiltà, ma anche allora si rese necessario individuare dei capitribù che stabilissero alcune norme e le facessero osservare, e dar vita a credenza religiose che stabilissero regole ancora più alte, alle quali persino i capitribù dovessero sottostare.  «Non uccidere» è una di quelle norme: tra i comandamenti cristiani sta al quinto posto, dopo le offese a Dio e alla famiglia. Tutte le società moderne l’hanno rec...

Trumpmelonellum

Lite tra innamorati, quella tra il Pannocchia e la Sgarbatella. Dopo il broncio in tivù, perfetta sintonia nell’azione: sgonfiare le urne per rigonfiare il loro potere personale. A Washington si rimesta tra i presunti (inesistenti) brogli che nel 2020 han visto Biden alla Casa Bianca e Trump, due mesi dopo, all’assalto armato del Campidoglio, costato cinque morti. Dei brogli si accusa nientepopodimenoché la Cina! L’intento è quello di piegare il prossimo voto di mid-term al volere presidenziale, sottraendone la legittima competenza al Congresso. A Roma si vota una legge elettorale che, ancor più del precedente rosatellum , apre le porte del Parlamento non ai prescelti dal popolo sovrano, ma ad ogni sorta di pescivendoli, trafficanti, capipopolo e rubagalline direttamente nominati dai partiti.  «La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto», recita l’art. 56 della Costituzione; «Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale...», prosegue l’art. 57. Anch’e...

Stelle? Meglio dodici che cinque

È un Conte di nome, ma non di fatto, quello che ultimamente si aggira sulle pagine dei giornali accusando gli incerti alleati di voler deliberatamente costruire «una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti». Pretendendo con ciò d’aver detto qualcosa « de sinistra », piuttosto che un tardivo rigurgito di pacifismo hippy marchiato Woodstock, 1969, immemore del fatto che per «metter dei fiori nei nostri cannoni» occorrerebbe per prima cosa averceli, quei cannoni. Sottratti all’Italia, insieme al naviglio, agli aerei d’assalto e alle difese costiere dai Trattati di pace di Parigi del 1947. Certo, in quel mondo senza nemici, senza confini e senza classi idealizzato due secoli or sono da Karl Marx sarebbe stato forse possibile vivere in pace e disarmati, come in certi piccoli villaggi dove ancora si dorme col portone aperto. Ma neppure quell’immaginaria società – che mai nacque – sarebbe potuta esistere se non macchiandosi del sangue di un’irrinunciabile rivoluzion...

Quirinatellum

Le grida e le contrattazioni che dal banchetto ortofrutticolo dei meloni vanno allargandosi all’intero mercatino estivo, dove venditori e friggitori d’aria, non contenti di spacciare elezioni farlocche per l’anno che verrà, già puntano il dito in direzione del Quirinale, sono la diretta quanto inevitabile conseguenza di quell’abolizione del diritto di voto che fu a suo tempo il Rosatellum . Se non son più gli elettori a scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, ma quei partiti che un tempo si limitavano a proporli ed oggi invece li impongono, perché mai l’inquilino del Quirinale non dovrebbe venir deciso anch’esso dai partiti, piuttosto che votato (segretamente) dai grandi elettori? Da tempo i partiti si sono impadroniti tanto del Parlamento che del Governo, ed ora tentano d’allungar le mani anche sulla Magistratura. Si salva (per ora) giusto il Presidente della Repubblica: comandante in capo delle Forze Armate, unico titolato a sottoscrivere trattati internazionali, a dichiarar...