Lite tra innamorati, quella tra il Pannocchia e la Sgarbatella. Dopo il broncio in tivù, perfetta sintonia nell’azione: sgonfiare le urne per rigonfiare il loro potere personale. A Washington si rimesta tra i presunti (inesistenti) brogli che nel 2020 han visto Biden alla Casa Bianca e Trump, due mesi dopo, all’assalto armato del Campidoglio, costato cinque morti. Dei brogli si accusa nientepopodimenoché la Cina! L’intento è quello di piegare il prossimo voto di mid-term al volere presidenziale, sottraendone la legittima competenza al Congresso. A Roma si vota una legge elettorale che, ancor più del precedente rosatellum , apre le porte del Parlamento non ai prescelti dal popolo sovrano, ma ad ogni sorta di pescivendoli, trafficanti, capipopolo e rubagalline direttamente nominati dai partiti. «La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto», recita l’art. 56 della Costituzione; «Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale...», prosegue l’art. 57. Anch’e...
È un Conte di nome, ma non di fatto, quello che ultimamente si aggira sulle pagine dei giornali accusando gli incerti alleati di voler deliberatamente costruire «una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti». Pretendendo con ciò d’aver detto qualcosa « de sinistra », piuttosto che un tardivo rigurgito di pacifismo hippy marchiato Woodstock, 1969, immemore del fatto che per «metter dei fiori nei nostri cannoni» occorrerebbe per prima cosa averceli, quei cannoni. Sottratti all’Italia, insieme al naviglio, agli aerei d’assalto e alle difese costiere dai Trattati di pace di Parigi del 1947. Certo, in quel mondo senza nemici, senza confini e senza classi idealizzato due secoli or sono da Karl Marx sarebbe stato forse possibile vivere in pace e disarmati, come in certi piccoli villaggi dove ancora si dorme col portone aperto. Ma neppure quell’immaginaria società – che mai nacque – sarebbe potuta esistere se non macchiandosi del sangue di un’irrinunciabile rivoluzion...