Non poteva che finire così. Una Destra (quella vera) o è conservatrice, o non è. E la Lega, conservatrice non lo è. O meglio, lo è solo in parte: in quella Padania dove è nata, in quelle amministrazioni locali dove ha saputo dare il meglio di sé. Esistono (esistevano?) due Leghe. Una, fino ad oggi messa all’angolo, conservatrice e di destra; un’altra rivoluzionaria, dunque neofascista: la falsa «destra» di chi non possiede nulla degno d’esser conservato e molto da rubare a chi invece lo conserva. Quei pochi reduci della (vera) Destra italiana, quella liberalrepubblicana dei Malagodi e dei Montanelli, svolazzano dalle parti di Forza Italia, i cui fondatori hanno parecchio da conservare, incluso il nome del fondatore: presidente ancorché defunto. Gli ignoranti e squattrinati parvenu di Fratelli d’Italia con quella Destra han ben poco a che fare. Rimpiangono il Fascismo (con la «F» maiuscola), ma devono accontentarsi (per ora) del neofascismo. Sebbene fra i tanti ...
Chiusa l’effervescente passerella svizzera, più simile alla pista d’un circo di periferia che non a un confronto tra capi di Stato, resta positivo il fatto d’aver visto molti dei nostri dubbi consolidarsi in assolute certezze. La prima, indiscutibile, tra queste, è che l’orso giallo di Washington non sta lì alla Casa Bianca per fare i soldi, ma per prenderseli già fatti: non guadagnati, ma rubati. Senza fatiche, senza rischi, senza ostacoli. O coi cannoni, o con i dazi, o con prevedibili terremoti in Borsa. La seconda evidenza è la manifesta inconsistenza politica dell’Unione Europea. Ben nota a chiunque sappia tecnicamente distinguere tra Unione di Stati, Confederazione di Stati, Stato confederale, Stato federato, Stato unitario. Un’Unione Europea che si atteggia a Stato, pur non disponendo di un capo di Stato, né di un governo, di un organo legislativo, di un potere giudiziario, priva di confini certi e di una moneta comune, esautorata in materia di politica e...