Spesso – più che talvolta – nella Storia dell’umanità l’arte ha saputo mostrare al mondo la verità assai più chiaramente che non un qualsiasi articolo di giornale o un attento e rigoroso studio. L’arte dei nostri giorni, così velocemente degradatasi dalle volte affrescate delle cattedrali ai muri di periferia, dalle tele ai tatuaggi ed ora agli schermi dei telefonini, quando parla di guerra non mostra più l’eroico duello tra Ettore e Achille, o le astuzie di Ulisse contro il ciclope, o le conquiste di Napoleone. No! Mostra piuttosto un indegno mix di città costiere distrutte e riplasmate in forma di campi da golf, grattacieli e piscine. Ci propina lo sconcio montaggio tra filmati di bombardamenti reali e clip di videogiochi, dove una leggera falange (del dito) non ha difficoltà a polverizzare un gran numero di falangi (di eroici combattenti). E non al suono della fanfara, ma di irridenti ballabili motivetti. Il nemico non è più il dinosauro, il mostro dei ma...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.