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Visualizzazione dei post da gennaio 4, 2026

Conferenza scappa

È il nuovo format inaugurato ieri dal/la presidente del Consiglio dei ministri in occasione dell’annuale conferenza stampa di fine/inizio anno: i giornalisti non possono fare domande, ma proporre un tema sul quale il/la presidente esprimerà la propria opinione, e quel tema sarà chiamato «domanda». Alla quale, s’intende, il giornalista non potrà in alcun modo controbattere.  Chiacchiere e manette, per intendersi. Quel che dalla libera incontrastata conversazione del/la conferenziere/a è emerso, è il conflitto di interessi di una persona spesso costretta a cambiar d’abito tra i quattro di cui contemporaneamente dispone: a) presidente del Consiglio; b) deputata del Parlamento; c) presidente di partito; d) borgatara garbatellara. Pur contenendosi, stavolta, sul lato d), non ha saputo fare altrettanto sul lato c), schierandosi contro la Magistratura in pieno assetto da guerra referendaria, sfoderando per arma l’usurata tesi che la polizia (ministro dell’Interno) acchiappa, ma la Magist...

Amici, nemici e «non-nemici»

In quel pianeta a tre spicchi che va lentamente disegnandosi, alimentato – come mafia comanda – dall’arroganza, dall’illegalità, dal sopruso, dalla violenza, una sola certezza sembra prepotentemente emergere: occorre fermare al più presto l’azione distruttiva dei due compari Donald Trump e Vladimir Putin. Whatever it takes ! A qualsiasi costo. Fermare il dittatore USA non sembra troppo difficile. A dispetto della urla scomposte, delle bombe e dei missili, ci si attende che le elezioni di medio termine del Congresso degli Stati Uniti (Novembre 2026) esprimano un risultato sfavorevole alla Presidenza, mentre crescono nel contempo delusione e sconcerto tra i suoi stessi sostenitori, feriti al portafoglio da un’economia drogata e da un dollaro precipitato a 85 centesimi di euro. Trump, che ne è ben consapevole, ha conseguentemente accelerato la politica di conquista e di rapina. Ma potrebbe più o meno inavvertitamente pestare qualche piede sbagliato. Fra i tanti che la Cina ha sistematica...

Brutta Storia!

Quando due uomini di valore si confrontano in un duello, è sempre il migliore a vincere. Talvolta sul lungo periodo, quando la Storia decide di riequilibrare i piatti della bilancia in base ai quali formula i propri giudizi: stessa marca di quell’altra, più piccola, che sta tra le mani dell’umana Giustizia.  Quando invece la lotta è tra due malvagi, è sempre il peggiore a trionfare. Il più spregiudicato, il più sanguinario, il più spietato. Ma solo nel breve periodo, s’intende. Prima che la Storia, anche in quel caso, si esprima.  Così le vittorie dei buoni sono destinate a durare nel tempo, mentre quelle dei malvagi sono a dir poco effimere.  Se Al Capone fosse diventato sindaco di Chicago, come ardentemente ambiva, avrebbe certo fatto miglior figura di quel palazzinaro maneggione e analfabeta del Queens imbucatosi in una Casa mai così Nera.  Ma altrimenti ha operato la Storia, e nella stanza dei bottoni (e che bottoni!) s’è appoltronato un borgataro fallito, insodd...