Che sia infine giunto, anche per gli Italiani, il momento di guardarsi allo specchio e darsi un voto in pagella? I sessanta milioni di abitanti che popolano questa luminosa lingua di terra, protesa tra due mari dalle Alpi al Sahara, non possono esser tutti copie conformi di quell’infilata di cacasottisti che ora dopo ora s’affaccia oltre lo schermo televisivo, tra volti illuminati dal rublo ed altri rinvigoriti dal dollaro, animati da un vile quanto immotivato rancore verso quell’Europa che li mantiene in vita pur se indebitati fino al collo, forse astutamente determinati a disonorare l’impegno per stringerne di nuovi con altri: trafficanti di idee che nei giorni pari trovi in piazza inneggiando al terrorismo stragista e, in quelli dispari, sempre sulla medesima piazza, a portar santi in processione per invocare «pace» e «dialogo», guardandosi bene dallo specificare dove, come, tra chi, con chi e perché. Sono davvero questi gli eredi della grandezza di Roma? Delle beltà del ...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.