La pistola è l’arma preferita dai rapinatori. Facile da occultare, rapida da estrarre in caso di pericolo, quando dovesse palesarsi l’avversario o il nemico. Il fucile è l'arma dei cacciatori, dei militari, dei cecchini. Di chiunque conosca il proprio nemico e sia in grado di riconoscerlo. Dalla divisa, dalla pelliccia o dalla livrea. È un’arma ingombrante. Chi la imbraccia, non può nascondere quel che ha in animo di fare: sparare a qualcuno o a qualcosa di cui ben conosce il nome. Spesso anche il cognome. L’arma più amata da tutte le mafie, dai mammasantissima fino agli ultimi prezzolati, è invece la mitraglietta. In particolare la mitica Tommy Gun, più confidenzialmente nota, nella Chicago anni Trenta, come «macchina per scrivere». Piccola quanto basta per infilarla dentro una borsa o imboscarla tra le falde del soprabito. Non è fatta per colpire con precisione, come un fucile. O a sorpresa, come una pistola. È fatta per spaventare, prima ancora che per uc...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.