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Sardi in Europa

L’invasione della Sardegna da parte del peggio del peggio della politica italiana, in vista delle imminenti elezioni regionali, accende il rimpianto per i dominatori del passato: Cartaginesi, Romani, Pisano-Genovesi, Spagnoli. Invasori che, se non altro, han lasciato nell’Isola una migliore organizzazione del lavoro, una rete stradale ancora in uso (sovrabbondante, allora, quanto insufficiente oggi), belle architetture ed un’agricoltura in grado di competere con la pastorizia. Cosa lasceranno invece gli stati maggiori delle sedicenti destre e delle sedicenti sinistre, oltre i resti dei banchetti elettorali e i manifesti stracciati a lordare quei marciapiedi che già adesso nessuno ripulisce? C’è un solo vero Sardo in corsa, con una passata esperienza da presidente di Regione, con un patrimonio personale capace di azzerare qualsiasi tentazione o necessità di rubare, pioniere del web non solo in Sardegna ma in tutta Italia, distintosi nella difesa del territorio ed in particolare delle c...

La guancia e il dente

Una prevedibile nota diploacrobatica dell’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede ha spento le scintille da lui innescate qualche giorno prima col definire «riprovevole» una dichiarazione del cardinale Parolin, che criticava a nome della Chiesa la «sproporzionalità» delle operazioni militari a Gaza a scapito della sicurezza della popolazione civile.  Una scivolosa arrampicata sugli specchi scarica oggi quell’«incomprensione» su un supposto errore di traduzione. E l’aggettivo « regrettable », che ogni dizionario si ostina a voler tradurre come «deplorevole», «disdicevole», «deprecabile», «spiacevole», «increscioso», è stato a fin di bene degradato al più innocuo quanto inedito significato di «sfortunato».  Le vie del Signore sono infinite, e uno scontro tra religioni nate da un medesimo Dio al medesimo indirizzo postale sarebbe di questi tempi alquanto inopportuno.  Basterà il velo pietoso di una traduzione compiacente per rasserenare gli animi tra Roma e Gerusalemme?...

Ominicchi

Un «delinquente» e un «deficiente». A chi dei due mettereste in mano la valigetta atomica? È questa la cruda sintesi con cui Federico Rampini, inquilino e massimo conoscitore del Paese delle aquile, fotografa sul Corriere di oggi i troppi interrogativi posti dalle imminenti presidenziali USA. Da cui dipenderà in gran parte il futuro del mondo.  Stupisce che cinquanta giovani Stati, di comprovata cultura democratica e solidissima economia, non riescano a calare sul tavolo carte più valide se non quelle di un ottantunenne re di fiori, oltre le soglie di un naturale quanto prossimo tramonto, e di un fante di picche che giusto di ripicche si nutre, assetato com’è di vendette e circondato da pessime compagnie.  Quella di Biden è una bandiera sdrucita, strappata e stiracchiata qua e là da insanabili tensioni fra l’anima moderata del partito e quell’arrendevole miseriocrazia che regala immeritati privilegi ad ogni sorta di minoranza rumorosa, aprendo a ciascuna di esse la strada vers...

Di sgarbo in sgarbo

Ha fatto ’a mossa , il tirabusciò del terzo millennio. Dimissioni immediate da sottosegretario, indignato dalle osservazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (in dialetto parlamentare: Antitrust) circa l’incompatibilità tra incarichi di governo e attività professionale e, qualche secondo dopo, l’ancor più immediato ritiro delle medesime. Quando ancora scrosciavano interminabili, da destra e da sinistra, lunghissimi applausi di liberazione e di sollievo. «Dimissioni? Le ho solo annunciate: la mia agonia sarà lunga», è insieme la spiegazione e la minaccia.  Il rilievo è quello di conflitto di interessi, in violazione della cosiddetta legge Frattini (L. 215/2004). In particolare l’art. 2, lett. d), laddove è statuito che «Il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio incarico, non può […] esercitare attività  professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di ...

Pistolettate

Se è vero, come riferisce la stampa, che il/la presidente del Consiglio è imbufalito/a contro quei fedelissimi che – anziché spararle grosse – talvolta le sparano piccole, ma con proiettili veri, non si comprende perché altrettanto imbufaliti debbano esserlo gli inefficaci rappresentanti delle sedicenti forze di opposizione. Una vera opposizione – lo dice la parola stessa – esprimerebbe un pensiero «opposto», e non invece del tutto concordante con quello di chi presiede il governo. Quel governo che amerebbe vedere il Pistola lontano dai banchi parlamentari ancor più ed ancor prima di quanto non strillino i suoi inetti concorrenti.  Fare l’opposto consisterebbe, al contrario, nel lasciare che elementi come lo squadrista cowboy occupino altrettanto indegnamente quei seggi, cospargendo della loro indegnità tutto il gruppo parlamentare di cui fan parte, fino ad ungerne persino i ministri e colui/colei che li presiede.  Se il piccolo pistolero, come l’opposizione auspica, si fosse...

Il suddito nudo

Non solo il re. Anche (e soprattutto) i sudditi sono nudi, nell’età della comunicazione globale. Non più comunicazione di massa (meglio sarebbe dire: «alle» masse), ma «tra» le masse. Comunicazione reticolare ( web ) e non più piramidale (radiotelevisiva). Tra masse onnivedenti, onniudenti, ma non per questo onniscienti. Anzi, al contrario, talmente inette, disorientate e impaurite – nel riconoscersi prive dei minimi strumenti necessari per interpretare una realtà che per la prima volta in vita loro intuiscono esser più vasta, sfaccettata e complessa di quanto erroneamente credessero – da perdersi nella disperata ricerca di un (inesistente) colpevole, diverso da sé, della propria incapacità di comprenderla. Incapacità altrimenti chiamata «ignoranza». Dall’ignoranza son nati gli dei. E i démoni. E i grandi capi. Quando nessuno poteva spiegare l’esistenza del sole o della luna, del moto ondoso o dei venti, il Sole e la Luna erano numi da adorare, e così il Mare e il Vento.  Poco è ca...

Forza Barabba!

Neanche Ponzio Pilato avrebbe saputo far meglio del Parlamento italiano, investito di una sovranità un tempo popolare (quando lo si eleggeva col suffragio universale) ma adesso squisitamente politica (da quando i membri sono  personalmente nominati dai partiti). Sul banco degli imputati stava assiso l’Euro in persona: la valuta adottata da numerose nazioni, 20 delle quali europee.  In particolare, dell'Euro si criticava la riforma del MES: quel Meccanismo Europeo di Stabilità che (come dice il nome) ha il fine di mantenere stabile il cambio dell’Euro nei confronti dei diretti competitors , dal Dollaro Americano al Franco Svizzero alla Sterlina Britannica. Valute rispetto alle quali l’Euro ha nell’ultimo decennio guadagnato terreno. Se è vero che occorrono oggi ben 1,10 dollari per acquistare un Euro, e non 0,70 come non molto tempo fa.  Se questo miracolo è stato possibile, lo è stato anche grazie al MES : il fondo salvastati pronto ad intervenire (anche duramente) qualo...