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Cartoni inanimati

Si chiamerà pieffe il nuovo piddì di lotta e di governo, ma incapace di governare la lotta: quella fra i mille rivoli, correnti, rivoletti e scarichi fognari che scorrono al suo interno, pronti a contendersi la poca acqua rimasta anziché scavar nuovi pozzi? Dicesi «pieffe», perché la medesima lettera «F» identifica sia l’uno che l’altro vessillo che le due opposte ali del partito van sommariamente cucendo in vista dell’atteso congresso: quello dei Francescani e quello dei Faccendieri.  I primi, inconsolabili orfani di una classe operaia che non c’è più, si illudono di poter utilizzare i poveri in sostituzione di quell’antica specie protetta, e nel far ciò si ritrovano inconsapevolmente a percorrere quel medesimo sentiero battuto negli ultimi duemila anni dall’ultradestra cattolica, baciarosari da Papeete inclusi. E come novelle dame di San Perdenzo, al servizio degli ultimi, in una deriva antidemocratica che antepone i diritti delle minoranze alla primazia della maggioranza, finir...

Il diavolo e l'acqua santa

La super-impotenza mondiale dello zar dei vigliacchi, usa a misurarsi con vecchi, donne, bambini, disastrando scuole, abitazioni, acquedotti e ospedali con missili lanciati di nascosto dal comodino di casa, ha scovato un nuovo feroce avversario contro cui misurarsi: il terribile esercito delle guardie svizzere vaticane, che con le loro micidiali alabarde, per non parlar delle tute mimetiche visibili anche di notte, rappresentano un’intollerabile minaccia per il luminoso futuro della Grande Madre Russia. Il Paese più vasto del mondo timoroso del Paese più piccino al mondo. L’ambasciatore putiniano in Vaticano, la cui scrivania è appena più piccola dei 0,44 km² dello Stato che lo ospita, udita la condanna papale delle malefatte compiute dai mercenari buriati e ceceni, un tempo accusati di mangiarsi i bambini, ma che oggi si limitano ad arrostirli per poi lasciarli in pasto ai cani, ha immediatamente elevato il proprio grido di protesta: nessuno può sostenere che Buriati e Ceceni siano be...

Carta bianca

Dalla prima comparsa del virus a Wuang, la Cina ha pianto finora un totale di morti per Covid-19 pari a 4 (dicesi: quattro) per milione di abitanti. Contro i 6.454 del Perù, al momento il dato più alto al mondo, o i non meno trascurabili 3.005 decessi per milione dell’Italia (dati worldometers ).  Incapace di progettare una cura o un vaccino efficace, la Cina non ha saputo offrire altro rimedio al contagio se non un durissimo lockdown,  che rinchiude milioni di abitanti in case alveare recintate per l’occasione da barriere alte due metri. Misure forse giustificabili tre anni fa, al primo insorgere di un virus ignoto, privo persino di un nome, ma oggigiorno a dir poco prive di senso.  Non soltanto perché son sotto gli occhi di tutti gli ottimi risultati conseguiti da quei Paesi che han scelto la via delle campagne vaccinali di massa, quanto per il fatto che la graduatoria ufficiale dei decessi relega la Cina tra i Paesi in assoluto meno colpiti al mondo: felicemente situat...

Mele morsicate

Diciamocela tutta. Senza l’insaziabile curiosità di Eva e la muliebre predisposizione ad immaginare imprevedibili soluzioni ed inedite prospettive, insieme a un istintivo coraggio nel volerle ad ogni costo mettere alla prova, il mondo non sarebbe oggi che uno sterminato campo nudista con diecimila miliardi di forzati della felicità condannati a bighellonare in eterno. Come naufraghi su un’immensa fertilissima isola deserta. Dove si mangia, si dorme, si beve, ci si accoppia e ci si girano i pollici (strumenti di cui, non a caso, solamente gli umani e le scimmie dispongono) in un immutabile susseguirsi di giornate sempre uguali, senza mai un imprevisto o una necessità capaci di accendere un sogno e indicare una via verso cui progredire. Un mondo dove nessuno muore: né di vecchiaia, né di epidemie, né di malanni, né di battaglia, la cui popolazione non può far altro che moltiplicarsi esponenzialmente per miliardi di anni, senza nulla su cui litigare o discutere.  Date retta a noi alat...

Calma e gesso: è tempo di congresso

Dieci risposte per dieci domande. 1. Il piddì è un partito di sinistra? Occorrerebbe definire in primis cosa mai si intenda per «sinistra». Ogni volta che qualcuno si accinge a farlo, l’esito è l'istantanea nascita di un’ulteriore formazione politica. Ovviamente «di sinistra».  Anzi, della «vera e autentica» sinistra: Marx e Lenin, ma anche Stalin; Trotzky, ma anche la piccozza che lo ha steso; Palmiro Togliatti, ma anche Enrico Letta; l’aria pesante delle sezioni, ma anche la moquette dei consigli di amministrazione; la lotta, ma anche il governo. In un infinito susseguirsi di ossimori.  Ma se per «partito della sinistra» si vuol indicare il partito marxianamente e non marzianamente inteso, ossia l’organizzazione grazie alla quale una classe sociale emergente e avanzante (il proletariato) sostituisce al potere una classe sociale corrotta e decotta (la borghesia) con le buone (il voto) o con le cattive (la rivoluzione), ebbene: «quella» sinistra non ha più alcuna ragion d'ess...

Il generale inverno

È una Russia codarda e impotente, incapace di combattere a viso aperto, quella che chiama «operazione speciale» la vile azione di schiacciare un pulsante sul comodino di casa e scagliare migliaia di ordigni a lungo raggio contro donne, vecchi e bambini, con particolare predilezione per asili nido e ospedali. O assoldare a carissimo prezzo truppe mercenarie guidate da barbari famelici con licenza di massacro e di saccheggio. A corto di missili, ma non certo di vigliaccheria, dopo nove mesi di inutili assassinii e distruzioni, quell’infelice Paese scommette ancora una volta sul «generale inverno»: quel medesimo di cui si servì nel 1812 per infliggere un’umiliante sconfitta all’esercito di Napoleone, quando lo lasciò penetrare indisturbato fin dentro Mosca per poi tagliargli la via mentre il gelo dell’inverno ne decimava le truppe.  Allo stesso modo, colpendo le infrastrutture essenziali dell’Ucraina, dalle comunicazioni al gas, dalle rete idriche a quelle elettriche, incurante di un ...

La legge della forza, la forza della legge

Non si arresta la cagnara transalpina suscitata da un governo che pretende di dar soluzione ad ogni questione ostentando l’uso della forza (che non ha), anziché applicare le leggi (che ignora).  Come si può pensare che un indifendibile blocco navale possa arrestare l’immigrazione clandestina in Italia?  Metter piede su una banchina e varcare la frontiera sono due azioni ben differenti e distinte. Persino chi sbarca da una nave da crociera non può dire d'essere «entrato in Italia». Per farlo dovrà oltrepassare la barriera doganale, mostrando di possedere documenti in regola e dichiarando il motivo e la durata del soggiorno. Se questo è vero per i porti continentali, figurarsi per quello di Lampedusa, minuscolo isolotto che dista 140 km dall’Africa ma ben 210 dalla Sicilia. Chi attracca a quello scoglio, non è neppure a metà del viaggio. Ciò nonostante, Lampedusa resta l'ambitissima meta di quei fuggiaschi, privi di documenti, che tentano di varcarne clandestinamente i confini. ...