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Poco pubblico in sala

Se la sala è vuota, sarà colpa del pessimo spettacolo o della «irreversibile crisi del teatro»? Sarà per via di un pubblico sempre più involuto e ignorante, o dei guitti incapaci di stare su di un palcoscenico? Sarà stato indigesto il copione o ignobile la recitazione? O entrambe le cose? Se la domanda la si rivolge a un attore, egli non potrà che accusare il brutto copione: — Non ci son più i grandi autori di un tempo!  Se la si porge a un autore, certo se la prenderà col pubblico bue: gente sempliciotta ed ingrata, incapace di comprendere una scrittura d'avanguardia.  Se la si indirizza ad uno degli (scarsi) spettatori, quello si lamenterà delle ore perse davanti a uno spettacolo tanto insulso quanto inguardabile. Stavolta, alle elezioni amministrative e referendarie di metà Giugno, ad andar deserte son state le urne, non le platee. Affluenza del 20,9% tra gli aventi diritto al voto per i cinque referendum; del 54,7% per il primo turno delle comunali. Anche in questo caso, a...

Exit Flop

L'annunciato naufragio dei cinque referendum sulla giustizia spegne le illusioni di chi pensava di poter dettare nuove leggi attraverso uno strumento – il referendum – il cui scopo è all'opposto quello di cancellarle.  Dei 78 referendum svoltisi finora in Italia, 72 son stati di tipo abrogativo, 1 istituzionale, 4 costituzionali ed 1 consultivo. Nei referendum abrogativi i NO hanno prevalso per 16 volte, i SÌ per 23, ma in ben 33 casi non è stato raggiunto il quorum richiesto del 50% dei votanti.  L'unico referendum istituzionale (monarchia-repubblica) ha evidentemente visto la vittoria del SÌ, così come il solo referendum consultivo europeo (1989). Delle quattro consultazioni costituzionali, invece, due son state sonoramente bocciate (riforma Renzi-Boschi) e due promosse (riforma titolo V e riduzione numero parlamentari). Il non-risultato di ieri dovrebbe indurre a qualche considerazione.  Stabilito che il potere legislativo compete in Italia al Parlamento, con il quale ...

Il motore del Duemila (e trentacinque)

«Il motore del Duemila / sarà bello e lucente / sarà veloce e silenzioso / sarà un motore delicato / avrà lo scarico calibrato / e un odore che non inquina / lo potrà respirare / un bambino o una bambina». Il sogno di Lucio Dalla, musicato nel 1976 nell'album «Automobili», su testi di Lucio Roversi, è presto destinato a diventare realtà, grazie al pacchetto normativo «Fit for 55»: il nuovo regolamento UE sulle emissioni di CO2 che suona la campana a morto per auto e furgoni con alimentazione diesel e benzina. La quale, a partire dal 2035, resterà un privilegio solo per grandi camion, gru, autobus, trattori ed escavatrici. Per ogni sogno che si realizza, tuttavia, altri con esso scompaiono. Come il mito dei grandi viaggi, resi impossibili dall'auto elettrica, costretta com'è a lunghe soste per abbeverarsi. Addio alle lunghe tirate da Brindisi a Stoccolma, da Salt Lake a Las Vegas, dal Cairo a Marsa Alam. Serviranno nuovi treni, magari l'Hyperloop, e nuovi aerei che di el...

Le braccia e la testa

In attesa di un'intervista da Giletti, l'ex premier russo nonché attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza di Mosca Dmitrij Anatol'evič Medvedev, per la gioia degli storici ha affidato a Telegram il seguente elaborato pensiero: «Mi viene spesso chiesto perché i miei post sugli Occidentali siano così duri. La risposta è che li odio. Sono bastardi e fanatici. Vogliono la morte per la Russia e, finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire». Da tanto complesse elucubrazioni i citati storici trarranno non poco carburante per il loro certosino lavoro:  a) le più alte cariche istituzionali della Grande Madre Russia non scrivono libri da tramandare alle generazioni future, ma messaggini sgrammaticati da consegnare a Internet;  b) stabilito che l'odio non è un reato, ma un legittimo quanto reciproco sentimento, anch'esso, come ogni altro sentimento, dovrebbe appartenere al minuscolo taccuino degli affari propri, anziché alla sterminata enciclopedia degli affari ...

Troppi grilli per la pancia

In un impeto di cannibalismo non così dissimile da quello che va divorando dall'interno il suo partito, Beppe Grillo ha lodato con particolare entusiasmo l'iniziativa di alcune università britanniche, intente a predisporre una dieta a base di grilli, larve, vermi e insetti quale appetitoso menù destinato ai bimbi delle scuole elementari inglesi.  Dieta sana e «sostenibile» (dagli stomaci forti?), secondo l'opinione dell'illustre fannullone ligure. Nonché soluzione finale per la fame nel mondo, già parte della cultura alimentare di due miliardi di persone in Oriente, alle quali si aggiungono i non pochi estimatori del  casumarzu in Occidente, proibitissimo formaggio sardo animato da centinaia di vermi costretti (per via della forma) ad un ultimo  ballu tundu  prima di scomparire tra le fauci del pastorgourmet.  Due miliardi di persone evidentemente ignare delle succulente cibarie che imbandiscono invece la tavola in casa Grillo.  Ci perdonerete se noi ...

Veritofobie

La povera Russia assediata, invasa, umiliata, bombardata, distrutta e offesa torna all'attacco dell'Italia, pubblicamente accusata di «mordere la mano che gli è stata tesa» (Putin  dixit ).  Ora, a parte che a tender la mano, prima ancora che la Russia, son stati per anni i molti italici postulan-politicanti, che qualche caritatevole monetina debbono pur averla raccolta, la «mano» russa anticovid del Marzo 2020 (costataci oltre tre milioni di euro) è consistita in alcune casse di cinesissime mascherine e altrettante di cinesissimi tamponi rapidi, qualche macchinario e ben 19 (diciannove) aerei da trasporto quadrireattori atterrati per la bisogna a Pratica di Mare. Insieme ad un piccolo esercito di occhiuti militari russi, visibilmente desiderosi di ficcare il naso un po' ovunque: dai ministeri a tutti gli edifici pubblici del Paese, con la pretesa di «sanificarli». Dei 104 membri della «missione», solo 32 erano medici o infermieri. I restanti 72 erano «altro». Spie, per i m...

Se non costa, non piace

Cresce il prezzo del gas, e con esso il costo di quei prodotti che del gas non possono fare a meno. Come il vetro, che ha l'abitudine di fondere a temperature comprese tra 1550° e 1700°, difficili da raggiungere con le pale eoliche o i pannelli solari, buoni forse per ricaricare il telefonino, ma non certo per far marciare l'industria. L'immediata conseguenza è stata ovunque l'aumento del prezzo dei contenitori di vetro.  Tra i prodotti che fanno uso di bottiglie, damigiane, boccette, provette e ampolle, quelli più costosi (profumeria, oli, medicinali, alcolici di pregio) non hanno avuto difficoltà ad assorbire gli aumenti, applicando impercettibili maggiorazioni percentuali al prezzo finale. Diverso è stato invece l'impatto sulle poche superstiti acque minerali in vetro, il cui prezzo al consumo è cresciuto fino al 20%, tanto che diversi punti vendita, grande distribuzione inclusa, le hanno di fatto eliminate dagli scaffali. Inutile chiedersi che fare. Perché una r...