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Troppi grilli per la pancia

In un impeto di cannibalismo non così dissimile da quello che va divorando dall'interno il suo partito, Beppe Grillo ha lodato con particolare entusiasmo l'iniziativa di alcune università britanniche, intente a predisporre una dieta a base di grilli, larve, vermi e insetti quale appetitoso menù destinato ai bimbi delle scuole elementari inglesi. 

Dieta sana e «sostenibile» (dagli stomaci forti?), secondo l'opinione dell'illustre fannullone ligure. Nonché soluzione finale per la fame nel mondo, già parte della cultura alimentare di due miliardi di persone in Oriente, alle quali si aggiungono i non pochi estimatori del casumarzu in Occidente, proibitissimo formaggio sardo animato da centinaia di vermi costretti (per via della forma) ad un ultimo ballu tundu prima di scomparire tra le fauci del pastorgourmet. 

Due miliardi di persone evidentemente ignare delle succulente cibarie che imbandiscono invece la tavola in casa Grillo. 

Ci perdonerete se noi alati, non disponendo di telecamere nascoste, siamo talvolta soliti arrangiarci a modo nostro, scostando qualche nube per allungare un angelico sguardo dentro le case altrui: la privacy non fa certo parte delle virtù cardinali, nel mondo ultraterreno di chi tutto sa, tutto vede e tutto ascolta.

Ebbene, lungi dall'attenersi alla dieta ad altri prescritta, abbiamo avuto modo di osservare un premuroso maggiordomo servire il Grillo (il commensale, non la pietanza) di ben cinque portate, che qui siamo in grado di descrivere (hai visto mai che gli scolaretti del regno dovessero preferirle al ricercato menù insettico, ma non asettico, predisposto dai ricercatori inglesi).

Dopo l'antipasto, a base di acciughe liguri e pesce preparato a scabeggio, si comincia con le Trofie al Pesto, servite nel medesimo mortaio in cui è stato tritato l'autentico pesto genovese: aglio di Vessalico, sale, pinoli, basilico di Prà, Parmigiano Reggiano e Fiore Sardo, lentamente amalgamati con olio Riviera Ligure DOP. A seguire il Cappon Magro (che di magro non ha che il nome): pane, pesce e crostacei – obbligatori aragosta, ostriche, scampi e gamberoni – disposti in vari strati con verdure e guarnizioni. Per finire Canestrelli di Torriglia, Baci di Alassio e Pandolce genovese. Senza scordare la preziosa frutta glassata dell'antica pasticceria Romanengo. 

Non avremmo mai pensato che il Garante Visionario potesse cibarsi di tanta immondizia, rinunciando a un ben più sano e appetitoso menù a base di Tarantola in pastella, Zuppa di maggiolini (ricchi di ferro e di magnesio), Spiedini con grilli e Locuste al marzapane. 

Interpellato a tal proposito dal suo angelo custode (cautelare), provvidamente apparsogli in sogno, il Nostro ha tenuto a precisare di non essere un vorace scolaretto britannico, ma un serio e impegnato ambientalista fermamente convinto che concedersi il lusso di cibarsi di insetti potrebbe mettere a rischio la vita del Pianeta, sottraendo ai merli, alle rondini, ai rondoni e a tanti altri uccelli il solo cibo di cui essi si nutrono. 

E mentre così diceva, l'Anima Nobile versava nel bicchiere una doppia razione del suo digestivo preferito: l'Amaretto di Sassello.

Pare che gli insetti, a Genova, possano dormire sonni tranquilli. 

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