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La legge della forza, la forza della legge

Non si arresta la cagnara transalpina suscitata da un governo che pretende di dar soluzione ad ogni questione ostentando l’uso della forza (che non ha), anziché applicare le leggi (che ignora).  Come si può pensare che un indifendibile blocco navale possa arrestare l’immigrazione clandestina in Italia?  Metter piede su una banchina e varcare la frontiera sono due azioni ben differenti e distinte. Persino chi sbarca da una nave da crociera non può dire d'essere «entrato in Italia». Per farlo dovrà oltrepassare la barriera doganale, mostrando di possedere documenti in regola e dichiarando il motivo e la durata del soggiorno. Se questo è vero per i porti continentali, figurarsi per quello di Lampedusa, minuscolo isolotto che dista 140 km dall’Africa ma ben 210 dalla Sicilia. Chi attracca a quello scoglio, non è neppure a metà del viaggio. Ciò nonostante, Lampedusa resta l'ambitissima meta di quei fuggiaschi, privi di documenti, che tentano di varcarne clandestinamente i confini. ...

Passi falsi

Ancora una volta il ruggito del governo si è spento in un misero raglio. Per di più su un tema identitario come la difesa dei confini, caro alla destra (quella vera) non meno di quel diritto di proprietà oltraggiato dall’impunita occupazione di terre ed edifici e di quella promessa di ordine e sicurezza ben lontana dall'esser mantenuta. Pare proprio che la scompaginata compagine, in particolare le due ali spiumate che dovrebbero innalzare in volo la virago incaricata di comandarli, non sia né politicamente né tecnicamente in grado di dar soluzione a questioni da tempo abbondantemente legificate e dunque agevolmente risolvibili applicando le norme già esistenti, anziché fantasticarne di nuove.  Il primo finto ruggito s'è udito in occasione del minacciato rave modenese: quando anziché metter mano ai Codici e perseguire i violenti, gli invasori e distruttori di altrui proprietà, i venditori abusivi, gli spacciatori, gli organizzatori illegali di pubblici spettacoli e via delinque...

Angeli della strada

Ebbene sì: qui in Paradiso gli automobilisti non sono che una risicatissima minoranza. Non soltanto per l’assoluta assenza di strade, o perché nessun'auto è più veloce ed economica delle ali, ma soprattutto perché qualche miliardo dei nostri ospiti ci ha raggiunto qualche decamillennio prima di poter affrontare i quiz per la patente. O meglio: ben prima che fosse stata inventata non diciamo l’auto, e neppure la bicicletta, ma neanche quella primigenia invenzione che fu la ruota.  Con tutto ciò, un buon numero di appiedati automobilisti alligna anche tra noi, e non pochi di questi è proprio grazie all’automobile che han potuto più facilmente raggiungerci. Non certo perché in Paradiso ci si possa arrivare in autostrada, quanto per essersi improvvidamente schiantati coi loro terrestri mezzi, o per esserne stati investiti o arrotati.  Va detto ancora i migliori automobilisti son tutti qui in Paradiso, se non altro perché son quelli che gli incidenti stradali li hanno subiti. Color...

Cervelli in pappa

L’ultima moda dei bimbi ignoranti in cerca di gratuita visibilità, pare sia quella di imbrattare opere d’arte universalmente riconosciute lordandone le tele con prodotti da supermercato low-cost : puree di patate, salse di pomodoro, minestroni di ceci, torte alla panna e via schifezzando.  Costa infinitamente meno del set di bombolette spray quotidianamente speso per vandalizzare chiese, muri e palazzi; rende di più in termini di notorietà e costa meno fatica che non demolire statue o monumenti dedicati a personaggi assai più importanti di loro: praticamente chiunque. Animali compresi. Lo fanno per difendere la Natura! Quasi che la Natura non fosse ben in grado di difendersi da sé, armata com’è di terremoti e maremoti, tempeste e nubifragi, eruzioni vulcaniche, frane, valanghe, alluvioni e siccità, per non parlar d'altri malanni. Fenomeni che i ragazzini d'oggidì, complice la giovane età, non han mai avuto la sventura di conoscere e subire. Ma che comunque, per loro erronea co...

Il Conte senza l'oste

Implorare la grazia in processione pare non sia più come un tempo roba da preti e da beghine. Pare che adesso sia una cosa «de sinistra».  Non di quella vintage , s’intende, che intonava in piazza «il Vaticano brucerà!», ma di quella che ne usurpa indegnamente il nome: che brama elemosine di Stato e disdegna quel lavoro che della vera sinistra fu insieme il vessillo e il motivo stesso della propria esistenza.  Il bottino è invitante. Portar via anche soltanto un quarto di elettori dalla carcassa piddina è un facile azzardo che fa gola a troppi, all’interno come all’esterno del partito.  Così, come già a Napoli uno scoppiettante deluca emulo del Vesuvio, un conte servo della plebe disanimerà stamattina le strade di Roma con una processione travestita da manifestazione che, con gli occhi levati al Cielo, chiederà non la pioggia (gentilmente offerta da un governo diversamente onesto), non la liberazione dalla peste, ma la Pace! E mica la chiederà a chi quella pace se l’è rub...

Anni ruggenti

Poteva mancare uno Sgarbi in un governo made in Sgarbatella? No. E infatti puntualmente è arrivato: fresco (si fa per dire) sottosegretario alla Cultura.  Con quest’ultimo acquisto, l’«alto profilo» del nuovo governo si staglia sempre più definito e preciso sullo sfondo di un’Italia in ben altri problemi avviluppata, ma evidentemente sconvolta dall’incongruo posizionamento della Pietà Rondanini o dalla sottovalutazione della produzione artistica del ventennio fascista. Ulteriori variazioni d’altezza del medesimo profilo già si annunciano con la promessa/minaccia di prestigiosi incarichi da conferire al mancato cantante e fin qui tacente Morgan.  Da simili cuochi, c’è ancora che spera di vedersi portare in tavola prelibati manicaretti. Nell’attesa è comunque possibile assaporare alcuni piccoli ma saporiti antipasti.  Il condono della pena pecuniaria a quanti non hanno ottemperato all’obbligo vaccinale ridefinisce lo stesso concetto di «obbligo»: un semaforo per qualche ist...

Sotto la foglia ogni vergogna alligna

Chi ha votato l’ortaggio confidando in una politica di ordine e legalità, come reagirà davanti a una politica di sbracamento a 360° (largo alla mafia balneare e del contante), abusivismo edilizio (vai col 110%) e del liberi tutti (niente multa ai no-vax, falsi medici reintegrati in servizio e condono tombale a chi non ha mai pagato le tasse)? Non reagirà. Perché, sotto sotto, gli elettori di questa sedicente destra fermamente nazionalista ma così attenta al sociale (nazionalsocialista?) proprio quello segretamente chiedevano: via la destra in giacca e cravatta di Mario Draghi, difensore della legge, dell’onore e dei conti in ordine, e avanti la destra in felpa e jeans di chi occupa edifici pubblici e privati, sbeffeggia la legge, non paga né tasse né affitto, sfreccia a 180 in autostrada e parcheggia sui marciapiedi in città.  Che i fautori della legalità siano in realtà una minoranza rispetto agli apostoli della sregolatezza, è cosa nota a chiunque si diverta ad osservare quel buf...