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Se non costa, non piace

Cresce il prezzo del gas, e con esso il costo di quei prodotti che del gas non possono fare a meno. Come il vetro, che ha l'abitudine di fondere a temperature comprese tra 1550° e 1700°, difficili da raggiungere con le pale eoliche o i pannelli solari, buoni forse per ricaricare il telefonino, ma non certo per far marciare l'industria. L'immediata conseguenza è stata ovunque l'aumento del prezzo dei contenitori di vetro.  Tra i prodotti che fanno uso di bottiglie, damigiane, boccette, provette e ampolle, quelli più costosi (profumeria, oli, medicinali, alcolici di pregio) non hanno avuto difficoltà ad assorbire gli aumenti, applicando impercettibili maggiorazioni percentuali al prezzo finale. Diverso è stato invece l'impatto sulle poche superstiti acque minerali in vetro, il cui prezzo al consumo è cresciuto fino al 20%, tanto che diversi punti vendita, grande distribuzione inclusa, le hanno di fatto eliminate dagli scaffali. Inutile chiedersi che fare. Perché una r...

Elefanti in cristalleria

Persino da quassù, a qualche migliaio di anni luce dalla Padania, Salvini è un obiettivo troppo facile da puntare e centrare. Figuriamoci quando poi si dipinge da sé il bersaglio sulla felpa: sia esso il faccione di Putin o l'intimazione suicida «BASTA €URO» (meglio i rubli?).  Se dunque oggi ci va di metter mano all'arco (e non quello dell'amico Cupido) è perché lui stesso ci ha in qualche modo costretto. I fatti son questi. Il senatore Salvini, posto a capo di un partito che (formalmente) sostiene il governo, annuncia un suo viaggio in Russia. Uno dei tanti. Scopo del viaggio parrebbe un lombardissimo ghe-pensi-mì , della serie: se nessuno c'è riuscito, nemmeno il Papa, perché non potrei essere io quel superman in grado di guardare Putin negli occhi e firmare con lui non solo la pace, ma il futuro assetto geopolitico del pianeta? Tanta modestia, dopo l'immane figuraccia rimediata in Polonia, dove senza tanti italici distinguo gli fu pubblicamente rinfacciato il t...

Dolce far niente

Qual è il lavoro degli angeli?  È curioso osservare come per millenni intere generazioni si siano arrovellate intorno al sesso degli angeli, ma pochi si siano interrogati su quale fosse in realtà la nostra principale occupazione.  Alcuni han provato piacere nel dipingerci compunti ad accompagnar con l'arpa cori di voci bianche ordinatamente disposte in angeliche cerchie, altri come svolazzanti messaggeri del Cielo, tanti ancora come invisibili (e gratuiti) gorilla addetti alla personale sicurezza di ciascun credente, non pochi come trombettieri armati di opposti eserciti in battaglia, fino alle più moderne concezioni social-utilitaristiche che ci han visto protagonisti in tanti film nel ruolo ora di eroici raddrizzatori di torti subiti, ora di provvidenziali salvatori di anime sull'orlo dell'abisso.  Ci dispiace per gli umani, che ci vorrebbero in mille e mille e mille faccende affaccendati, ma è spettato ad essi, non certo a noi, esser condannati a guadagnarsi la pagnott...

Invasioni e guerre

Il dizionario dei sinonimi e dei contrari ci conferma che l'opposto della parola «guerra» è certamente «pace». Il medesimo volume ci segnala tuttavia che il contrario della parola «invasione» è invece «liberazione».  La differenza non è da poco. Perché in mancanza di una vera e propria guerra non può esistere una vera e propria pace, e la sola opzione possibile per l'aggredito resta pertanto quella di scomparire, oppure di ricacciare indietro l'invasore  Possiamo chiamare «guerra» quella di Putin contro l'Ucraina? Certamente no. Una guerra consiste in un conflitto armato tra due contendenti di pari peso, come usa nella boxe, dove ciascuno dei pugili ne dà e ne prende grosso modo in egual misura. Ne discende che, onde poter definire «guerra» lo scontro in atto tra Russi e Ucraini, dovremmo veder morire non solo i civili ucraini, ma anche i civili russi; veder rase al suolo non solo le città ucraine, ma anche quelle russe. E via distruggendo. Ma si dà il caso che il solo ...

Capriole

Niente diverte gli umani più dell'osservare gli animali quando fanno le capriole. E nulla diverte noi alati più dell'osservare gli umani cimentarsi nelle medesime capriole.  L'ultima che ci è stato dato di osservare è quella di un capopartito di governo impegnato in spassosi rivolgimenti e contorcimenti, al solo scopo (almeno si spera) di divertire i suoi padroni e far cadere il governo.  Riassumiamo.  L'Unione Europea — che in quanto alleanza tra Stati, e non Stato federale essa stessa, non era affatto tenuta a farlo – ha dato vita a un piano comunitario (Recovery Plan for Europe) che, sommato al Next Generation EU,  si propone di elargire 2.018 miliardi di euro per dare un forte stimolo all'economia europea, sofferente per la pandemia.  L'italico stellone ha fatto sì che, stante l'Italia all'epoca della redazione del Piano il Paese più colpito, spettasse ad essa la fetta più grossa della torta: ben 235,12 miliardi sui 750 stanziati dal solo Recovery Pl...

Osteria del Rosatellum

Inutile lamentarsi se tra le varie specie che allignano nel vostro Parlamento, quella umana è decisamente minoritaria. E tampoco serve indignarsi se le altre istituzioni che elettoralmente da esso discendono, finiscono col replicarne la medesima percentuale zoologica.  Il problema sta come sempre alla radice: in una legge sedicente elettorale (una delle tante, di volta in volta confezionate a misura della maggioranza del momento) che non consente in realtà di eleggere alcunché. L'elettore (si fa per dire), può tutt'al più esprimere una vaga simpatia per un partito, ma in nessun modo può scegliere tra i nomi proposti sulla scheda quello di suo maggior gradimento.  Tale legge anelettorale , ancor oggi vigente – se, valida, non verrà una man dal ciel a disintegrarla – si fregia del nome del suo ideatore. Si chiama Rosatellum, non Socratellum o Aristotellum, perché l'illustre pensatore che l'ha redatta si chiama Ettore Rosato, oggi presidente dell'aspirante partito Ital...

La rivolta dei papponi

È nel secondo giorno della creazione che il nostro Capo ebbe la splendida idea di creare la luce, e nel terzo il mare, ma è solo in epoca più recente che alcuni umani, appartenenti alla diffusa specie delle  vulpes praedatoriae , han pensato bene di impossessarsene per trarne facili e sempre più lauti profitti. Nacquero così le concessioni balneari, con le quali uno Stato sovrano ha consentito a numerosi esponenti della predetta genìa di recintare ampi tratti di non più pubblica spiaggia per metterli a frutto con sterminate piantagioni di ombrelloni. Tutto ciò a fronte di un modestissimo compenso (per lo Stato), di tariffe sempre più alte (per i cercatori d'ombra), di servizi sempre più scadenti (perché creare nuove attrattive, se bastano quelle del mare e del paesaggio, gentilmente offerte dal Creatore?).  Così, mentre il mondo è progredito a passi da gigante, osservando compiaciuto l'evolversi del gettone telefonico in smartphone, della bussola in GPS, del televisore in maxi...