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La rivolta dei papponi

È nel secondo giorno della creazione che il nostro Capo ebbe la splendida idea di creare la luce, e nel terzo il mare, ma è solo in epoca più recente che alcuni umani, appartenenti alla diffusa specie delle  vulpes praedatoriae , han pensato bene di impossessarsene per trarne facili e sempre più lauti profitti. Nacquero così le concessioni balneari, con le quali uno Stato sovrano ha consentito a numerosi esponenti della predetta genìa di recintare ampi tratti di non più pubblica spiaggia per metterli a frutto con sterminate piantagioni di ombrelloni. Tutto ciò a fronte di un modestissimo compenso (per lo Stato), di tariffe sempre più alte (per i cercatori d'ombra), di servizi sempre più scadenti (perché creare nuove attrattive, se bastano quelle del mare e del paesaggio, gentilmente offerte dal Creatore?).  Così, mentre il mondo è progredito a passi da gigante, osservando compiaciuto l'evolversi del gettone telefonico in smartphone, della bussola in GPS, del televisore in maxi...

Il mondo diverso del Metaverso

Occorrono mille fessi per fare un furbo, diecimila poveri per fare un ricco, centomila followers per fare un influencer . Ma serviranno almeno un miliardo di fessi, poveri e followers per far nascere e prosperare il metaverso: il finto mondo di domani che offrirà una finta vita ad una finta umanità che ad altro non aspira che a consumare la propria esistenza senza scostarsi di un metro dal proprio divano.  La grande trovata che sta alla base del metaverso è racchiusa in una semplice domanda: è meglio vivere una triste e squallida vita reale o una gioiosa e splendida vita virtuale? La fine dell'età industriale in Occidente ha messo sulla strada centinaia di milioni di occupati a formazione zero, addetti in fabbrica alle lavorazioni più semplici, dall’avvitare bulloni al verniciare una sedia. Lavoratori generici non impiegabili altrove, solo in parte assorbiti da un terziario sottogarantito composto per lo più da magazzinieri, commessi, lavapiatti, fattorini. I cui salari e stipendi,...

Questioni di viciNATO

Il Calimero di tutte le Russie continua a sentirsi minacciato. E mica dall'orrida immagine di se stesso che vede ogni giorno riflessa sui mille specchi delle sue brame che moltiplicano le settecento stanze del Cremlino, ma dal fatto che la piccola Finlandia e (forse) la piccola Svezia, impaurite dall'improvvisa aggressività del grosso vicino (ed ex-padrone di casa) intendono far domanda di adesione alla NATO.  Ora, mettevi negli (spessi) panni dei Finlandesi, e immaginate d'esser nati in un Paese poco più grande dell'Italia (338.424 kmq contro i nostri 302.073) ma con un decimo degli abitanti (5,5 milioni contro i nostri 59), gravato da un clima infame che neanche nelle più calde giornate di Luglio va oltre i 14° e che neppure il fiato sul collo dei Russi (1.340 km di frontiera terrestre in comune) riesce a scaldare, liberatosi solo nel 1918 dal pesante giogo dell'Impero Zarista e popolato da individui pacifici per necessità (occorrono un'ora d'auto, o due d...

Servo sì. Ma di chi?

Il fazzolettato a tre punte posto a capo delle stelle a cinque punte non ha ancora cessato di lagnarsi di un Draghi «servo degli USA e della NATO» («Fracchia di Biden», nell'ultimo Crozza su Teletravaglio), che già le prime pagine dei giornali di tutto il mondo strillano la notizia della richiesta di tregua rivolta dal segretario americano alla Difesa americano Austin all'omologo ministro russo Sergej Shoigu. Esattamente quel che Draghi aveva chiesto a Biden nel corso della sua visita a Washington.  Draghi servo di Biden? O Biden servo di Draghi? Quasi in contemporanea Olaf Scholz ritrova sulla rubrica il numero cancellato di Putin e si attacca al telefono per inoltrare al capo di tutte le Russie la medesima richiesta di cessate il fuoco. Confermando in tal modo una preesistente intesa di Draghi non solo con Macron, ma anche col cancelliere tedesco.   Draghi servo dell'Unione Europea? O l'Unione serva di Draghi? Putin, come prevedibile, ha risposto picche ad entrambi, m...

— È un'ingiustizia, però!...

È un Putin-Calimero quello che sulla Piazza Rossa (ma non di vergogna) frigna indignato contro il complotto mondiale antirusso, che oltre a diffondere sentimenti di emarginazione e odio contro il suo popolo, nasconderebbe un premeditato piano di invasione NATO contro il suo (e sottolineiamo suo ) Paese.  — Ce l'hanno tutti con me perché son piccolo e nero! — si lagnava il pulcino più amato dai bimbi italiani degli anni Sessanta, consumatori compulsivi di meravigliosi Caroselli.  — Ma tu non sei nero: sei solo sporco! — rispondeva con toni rassicuranti la voce fuori campo, suggerendo quale definitivo rimedio il prodigioso detersivo Ava. Anche lo Zar di tutte le Russie, indiscutibilmente assai più nero di Calimero, è in realtà oltremisura sporco, e il puzzo che emana è tale che finisce inevitabilmente con l'attaccarsi a chiunque gli stia vicino: non solo agli oligarchi e ai leccatutto che gli fanno corona, ma anche all'incolpevole popolo russo.  È sempre successo, nella Sto...

Offendere e difendere

  Spopola su non pochi quotidiani italiani, di quelli in cui persino il pesce rifiuta d'essere incartato, il sottile discrimine tra armi «difensive» (liberamente inviabili in Ucraina) e «offensive» (da evitare).  La questione viene discussa con piglio dottorale e dovizia d'argomenti, come se diecimila anni di umane vicende non stiano lì ad insegnare che il bene o il male, l'offesa o la difesa non risiedano certo nell'oggetto, ma nell'uso che se ne fa. Come ben sanno tante suocere e mariti, spesso non innocenti bersagli di posacenere d'alabastro, macinapepe e piatti da cucina, oggetti evidentemente progettati per altri più pacifici usi.  Non è una notizia che il medesimo coltello possa essere utilizzato per affettare il pane o per uccidere, o che con l'atomo ci si possa distruggere il mondo o far marciare il frigorifero. Eppure ferve il dibattito tra chi sostiene che l'aiuto bellico necessario per frenare l'avanzata russa non debba andar oltre un prov...

Pacifismi

Nell’appartamento accanto al tuo, un malvivente sfonda la porta e tenta di strangolare il vicino e stuprare la moglie, mentre i figlioletti strillano disperati.  Tu sei a letto che leggi tranquillamente il tuo libro preferito, in attesa di prender sonno. Ma tutto quel chiasso ti dà fastidio.  Come ristabilire la pace? 1. Sei un pacifista modello John Wayne.  Ti alzi dal letto, ti fiondi nell’appartamento, stendi il criminale con un pugno, aiuti la donna a rivestirsi, poi l’uomo a rialzarsi, quindi dai una carezza ai bambini. Trascini il malvivente fino al balcone e lo butti giù, lo osservi precipitare e infine spiaccicarsi al suolo. — Oops, mi è sfuggito inavvertitamente!    Pace è fatta. Torni al tuo lettuccio e riprendi la lettura.  2. Sei un pacifista modello NATO. Ti alzi dal letto, prendi un grosso coltello da cucina, raggiungi la porta spalancata dell’appartamento ma non entri. Attiri l’attenzione del pover uomo che striscia per terra e gli lanci...