Non esiste altro destino, per i palloni troppo gonfi, se non quello di sgonfiarsi. Accade alle gomme delle automobili, ai palloni aerostatici, ai materassini da spiaggia, ai dirigibili, ai canotti pneumatici. Perché non dovrebbe accadere a un presidente degli Stati Uniti in nient’altro impegnato se non nel gonfiare se stesso, la sua famiglia, i suoi compari, il suo portafoglio? Moltiplicando dazi, spese, nemici, guerre, perseguitati, giustiziati? Determinato a costruire la propria sicurezza a spese dell’insicurezza altrui, a costo di svendere l’America al peggior offerente? Quel che doveva succedere è inevitabilmente successo. L’incontenibile eccesso di aria, per quanto in fuga perenne da una bocca ininterrottamente aperta, così come da altri meno nobili quanto indistinguibili orifizi, ha finito col gonfiare oltre misura l’ingombrante pallone. Oggi, forato in più punti dal limpido risultato delle votazioni di metà mandato, il suo destino non può esser diverso da quel c...
423 anni dopo il primo arrivo in Paradiso, confinato su una nuvola periferica al numero 22.676, ho finalmente conquistato le ali di angelo di terza categoria, col diritto ad alloggiare nella più signorile Nuvola 37. Ed è da qui che vi scrivo, per ringraziare l'umanità che con le sue eterne stupidaggini allieta le giornate di noi alati. Senza di voi, non avremmo che noia eterna. Grazie a voi, invece, non mancano occasioni per ridere, arrabbiarci, sbeffeggiarvi. In una parola: per vivere.