Passa ai contenuti principali

I quattro porcellini

C’erano una volta quattro simpatici porcellini. Cacciati di casa perché ormai prossimi all’età adulta, nessuno di essi avrebbe mai voluto ritrovarsi a dover combattere un giorno contro il temibile lupo cattivo. 
— Siamo contro la guerra — grugnivano — siamo contro le alluvioni, i terremoti, i temporali ed i fulmini. Dunque siamo anche contro il lupo! 

Animati da tale fermezza di intenti, ciascuno prese a costruire il proprio riparo. 

Il primo maialino, il più gaudente, tra una canna e l’altra innalzò in poche ore e con poca fatica una dorata casa di paglia. Poco costosa,  leggera, rispettosa dell’ambiente.

Il secondo porcellino preferì costruire il suo capanno con il legno: più pesante ma più robusto. E ugualmente ecologico. 

Il terzo, con molta maggior spesa e molto maggior sforzo, scelse invece di impastare il cemento ed impilare i mattoni. 

Incurante dei grugniti di scherno dei fratelli e rinunciando a gran parte del proprio tempo libero, riuscì a completare con impegno e fatica il più robusto dei tre edifici. 

Il quarto porcellino, riconoscibile dagli altri per via del pelo biondo e dell’alto grugnito di spiccato accento garbatellese, si guardò bene dal rinunciare ai propri passatempi per trafficare invece con carri e carriole. 

Non costruì alcun riparo. Più semplicemente scelse di farsi amico il lupo. Molto amico.

Avrebbe pagato un pizzo, certo, altrimenti chiamato «dazio», ma il lupo sarebbe stato per sempre dalla sua parte, offrendo aiuto e protezione. 

Ogni cosa pareva andare per il meglio, quando un brutto giorno il ferocissimo nemico, mai così affamato, si affacciò con alti ululati nella ridente vallicciola che i quattro porcellini avevano eletto a loro rifugio. 

Il lupo ordinò in malo modo al primo porcellino di aprirgli la porta, ma quello oppose un rifiuto. Con un soffio la bestia spazzò via il debole capanno ed in un sol boccone divorò lo sventurato inquilino 

Simile sorte subì il secondo, per quanto ritardata dalla maggior robustezza dei legni.

Non ancora sazio, il lupo volse allora il terribile sguardo in direzione della casa in muratura del terzo. La belva pretese a gran voce di entrare, ma ottenne in risposta il consueto diniego. 

Inutilmente cercò di sfondare il portone. Ancor più inutilmente si avventò contro le spesse mura dell’indistruttibile edificio. Provò allora a far uscir di casa la vittima, allettandola in mille modi con mille ingannevoli promesse. Ma senza successo. 

Al lupo non restò allora che chiedere aiuto al quarto porcellino, affinché in nome di un’amicizia interessata e a pagamento si prodigasse per convincere il terzo a spalancare la porta o ad uscire allo scoperto. 

Disciamo che tutto son pronto a fare per te, ma non posso aiutarti a divorare colui che, al di là di ogni altra cosa, è pur sempre il mio fratello: l’ultimo rimasto! — lo sventurato rispose. 

Al lupo altro non restò che spalancar le fauci e divorarlo all’istante. Incurante della promessa «amicizia» e  rinunciando per giunta al pizzo. 

Dei quattro porcellini, uno soltanto riuscì a restare in vita. 

Quel solo che ebbe l’intelligenza e il buon senso di provvedere per tempo alla propria difesa. 

Riarmandosi.


Commenti

Post popolari in questo blog

Elogio del «Non ancora!»

Se solo gli umani sapessero quanto tutto quel che più li preoccupa appaia più chiaro, visto da quassù!  C'è voluta qualche decina di migliaia di anni prima che i terrestri accettassero l'idea che la Terra fosse tonda (e molti ne restano ancora da convincere). A noi, da quassù, è sufficiente affacciare il naso  fuori  dalla nuvola per osservare il pianeta ruotare maestoso nel cielo.  Allo stesso modo ci stupiamo nel vedere i suoi abitanti consumare in sterili diatribe buona parte delle loro altrimenti fortunate esistenze.  Ed è buffo che spetti a noi, che vivi più non siamo, insegnare come vivere ai viventi!  Non meravigliatevi dunque se tra i nostri compiti vi è anche quello di elargire di tanto in tanto qualche angelico consiglio.  Il suggerimento di oggi è che gli umani aboliscano definitivamente l'uso del SÌ e del NO. Causa prima e perniciosissima di gran parte dei loro mali.  Dicono i Romani (queli de Roma, no' queli de Caligola): «Con un SÌ t...

La Quarta Europa

Mentre dalle frontiere ucraine i venti di guerra bussano prepotentemente alle porte, l’Unione Europea – o, per meglio dire, alcuni degli Stati membri, in particolare la Francia – avvertono l’urgenza di rafforzare la difesa europea, più che dimezzata dopo la Brexit e frantumata in 27 eserciti che non comunicano tra di loro. Uno solo dei quali (quello francese) dotato di armamenti moderni e basi all’estero, ed altri – come in Italia e in Germania – ancora limitati dai trattati di pace del 1947. A voler parlar sinceramente, una vera Difesa Europea non esiste. Esistono eserciti nazionali, mal coordinati ed in diversa misura armati. Forse capaci di distinguersi in circoscritte missioni di pace o di ordine pubblico, ma non certo in grado di rispondere in modo efficace alle crescenti minacce di una o più grandi potenze nucleari.  Come di fatto in questi giorni avviene.  Esiste una NATO, certo: un’alleanza difensiva sovraeuropea mostratasi in grado di proteggere il continente per un t...

Make The Earth Great Again!

La domanda è questa: vive più a lungo un’azienda o un essere umano? La Storia narra di aziende fallite il giorno stesso della fondazione, così come i giornali dan triste notizia di neonati mai venuti alla luce. Ma ci parla anche di aziende con diversi secoli di vita alle spalle.  Restando in Italia, la Pontificia Fonderia Marinelli porta benissimo i suoi 985 anni, così come le Cantine Ricasoli i loro 960. O il Monte dei Paschi di Siena – la più longeva al mondo tra le banche – i suoi 553. Ma alcuni alberghi termali in Giappone, di anni possono vantarne ben 1.320. Portati benissimo.  Dopo questa doverosa premessa, la domanda successiva è: dureranno più a lungo Apple e Tesla, o (politicamente) Donald Trump? Nessuno può rispondere con assoluta certezza. Neppure noi che aleggiamo tra le nuvole.  Tuttavia, dovessimo scommetterci un euro e mezzo, lo punteremmo su Apple e Tesla, piuttosto che su Trump.  Aziende vissute mill’anni, come s’è visto, ancora ce ne stanno in giro....