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La NATO e il Morto

Immaginiamo che Trump sia un ragazzetto che ripete per la terza volta la terza media, e gli sia saltato il vezzo di malmenare un bimbo di quarta elementare per rubargli cuffiette e telefonino. 

Due volte più grosso, si introduce nella classe accanto ed acchiappa il malcapitato per il collo. Inaspettatamente, la piccola vittima reagisce. 

Trump, non contento di esser lui di gran lunga il più forte, si indigna di fonte a tanto non previsto coraggio (la sola virtù che spaventa i codardi) e chiede aiuto ai compagni delle medie che, sdegnati, non si uniscono all’azione criminosa.

— Ma come! Non eravate i miei amici? — si inalbera il trumpoteppista. 

— Proprio perché lo siamo è nostro dovere tentar di distoglierti dal compiere un’azione tanto vigliacca e rivoltante. Ma se proprio ci tieni, trova la forza e il coraggio per portarla a termine da te. Quanto a noi, faremo finta di non vedere. 

— Non siete miei amici, allora! E mai più lo sarete! Non so che farmene di amici come voi, che non intendono difendermi nel momento del bisogno! 

— Tu non stai chiedendo a noi di difenderti, ma di spalleggiarti. Che è cosa ben diversa. Ma noi non siamo come te: non siamo vili criminali che si avventano sui più piccoli per far loro del male e derubarli. Non era questo il nostro accordo. L’accordo stabiliva invece l’opposto: se un ragazzo due volte più grande cerca di malmenarti per rubarti lo zainetto o il telefonino, noi corriamo ad aiutarti. Se invece sei a tu a picchiare un altro, quell’accordo non vale. E se la cosa non ti è ben chiara, la puoi rileggere meglio qua sotto:

TRATTATO DEL NORD ATLANTICO (Washington D.C., 4 Aprile 1949; artt. 1-5 di 14).

Premessa.

Gli Stati che aderiscono al presente Trattato riaffermano la loro fede negli scopi e nei principi dello Statuto delle Nazioni Unite e il loro desiderio di vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi. Si dicono determinati a salvaguardare la libertà dei loro popoli, il loro comune retaggio e la loro civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà individuali e sulla preminenza del diritto. Aspirano a promuovere il benessere e la stabilità nella regione dell’Atlantico settentrionale. Sono decisi a unire i loro sforzi in una difesa collettiva e per la salvaguardia della pace e della sicurezza. Pertanto, essi aderiscono al presente Trattato Nord Atlantico:

Articolo 1

Le parti si impegnano, come stabilito nello Statuto delle Nazioni Unite, a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale in cui potrebbero essere coinvolte, in modo che la pace e la sicurezza internazionali e la giustizia non vengano messe in pericolo, e ad astenersi nei loro rapporti internazionali dal ricorrere alla minaccia o all’uso della forza assolutamente incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite.

Articolo 2

Le parti contribuiranno allo sviluppo di relazioni internazionali pacifiche e amichevoli, rafforzando le loro libere istituzioni, favorendo una migliore comprensione dei principi su cui queste istituzioni sono fondate, e promuovendo condizioni di stabilità e di benessere. Esse si sforzeranno di eliminare ogni contrasto nelle loro politiche economiche internazionali e incoraggeranno la cooperazione economica tra ciascuna di loro o tra tutte.

Articolo 3

Allo scopo di conseguire con maggiore efficacia gli obiettivi del presente Trattato, le parti, agendo individualmente e congiuntamente, in modo continuo ed effettivo, mediante lo sviluppo delle loro risorse e prestandosi reciproca assistenza, manterranno e accresceranno la loro capacità individuale e collettiva di resistere ad un attacco armato.

Articolo 4

Le parti si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata.

Articolo 5

Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

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