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Con tanti contanti

Se è vero che i fatti parlan più delle parole, le prime incerte gesta del neonato governo intonano un dissonante coro dove ardite velleità, crassa ignoranza, malafede e malaffare spandono nell’aria sgradevoli quanto disarmornici suoni. 

La montagna ha dato dapprima alla luce i due topoloni spediti a presiedere Camera e Senato, membri onorari della famiglia Addams, quindi ha provveduto a brandizzare un pugno di ministeri ribattezzandoli a propria immagine e somiglianza (la lingua inglese per difendere i prodotti italiani!). Ora ci stupisce col far suo il sogno di ogni criminale: elevare la soglia che limita l’uso del contante. 

Chi si è finora ritrovato a dover trattare in criptovalute l’acquisto di partite di droga, lo smaltimento abusivo dei rifiuti, l’acquisto in nero di beni mobili ed immobili, l’onorario del killer o il container di ero&coca, adesso sa di poterlo fare non più soltanto in Bitcoin, ma anche in Euro!

Chiunque sogni un’Italia migliore non può non domandarsi se un tale provvedimento rappresenti un passo avanti verso il progresso o dieci indietro verso il regresso. 

Facile risposta.

Dal primo Gennaio 2019, ottemperando a una direttiva del 2016, le banche centrali di 17 Paesi dell’Eurozona, tra cui l’Italia, han cessato di stampare la banconota da 500 euro, al fine di contrastare i fenomeni di evasione e riciclaggio. Per lo stesso motivo non è oggi consentito varcare in entrata o in uscita i confini nazionali portando con sé denaro contante in quantità superiore a 10.000 euro. Il limite per i pagamenti in contanti, in Italia, è stato abbassato nel 2020 a 2.000 euro. La tendenza, comune ad altri Paesi in cui vige il libero mercato, è quella di una progressiva riduzione dell’uso del contante.

Cancellare anche una soltanto di queste sagge ed efficaci norme significherebbe un ritorno al passato: Dunque non un progresso, ma certamente un regresso. 

Nulla di cui stupirsi. In quale altro modo potrebbe comportarsi una forza politica dichiaratamente antiprogressista, se non schierandosi contro il nuovo per inseguire il sogno di un mondo passato, e neppure così bello come vorrebbero darci a bere?

Compete all’opposizione il mestiere di opporsi. Con le parole, denunciando la malafede di chi si propone di cancellare una norma giusta ed equa, e con i fatti, stringendo alleanze in Parlamento per impedirlo. 

Quel che consola, visti i primi incerti passi di un governo ambizioso ma schiacciato ai lati da criminali e faccendieri, è che s’è parlato finora di interventi (almeno apparentemente) a costo zero. Che succederà quando i saccheggiatori più affamati pretenderanno la pace fiscale (traduzione: condono tombale di ogni debito con l’erario) o l’appropriazione totale dei beni demaniali in concessione, o una flat-tax che aumenta le tasse al ceto medio e le cancella ai redditi più alti?

L’opposizione continuerà a dilettarsi a suon di canne libere, ius solae e bandiere arcobaleno?


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