Passa ai contenuti principali

Un anno dopo...

Scherzi della Storia. L’ICE (Immigration and Custom Enforcement), promossa da guardia di frontiera a sanguinaria cacciatrice di immigrati irregolari sul suolo americano, è la stessa parola (ice) con cui nella lingua di Shakespeare si indica il ghiaccio. 
Sarà dunque il ghiaccio (quello vero) a cacciare dal suolo della Groenlandia quel solo immigrato irregolare, Donald Trump, così ansioso di varcarne abusivamente le frontiere? E non per cercar lavoro e costruirsi una nuova onesta vita, lontana dal crimine, ma col dichiarato intento di impadronirsene? 

E come conciliare l’esistenza di un esercito presidenziale (ICE) che si propone di schiacciare i cinquanta Stati dell’Unione sotto il tallone di Washington, con l’opposta pretesa che l’Unione Europea (con l’Eurozona e l’Area Schengen) si disciolga invece per dare «maggiore sovranità e indipendenza» agli Stati membri (che, peraltro, già le detengono al 100%)?

Si rafforza il sospetto che la vera strategia del trotterellone di Washington, cosciente di non essere in grado di rendere l’America Great Again, non consista nel far crescere la propria nazione, quanto piuttosto nel rimpicciolire le altre che le stanno vicine, storicamente e/o geograficamente. Un po’ come quel filo d’erba che finì col credersi albero quando un fulmine incenerì la quercia che gli stava accanto.

Apparire è meglio che essere. Fingersi ricco, circondandosi di paccottiglia dorata, è più facile che esserlo veramente. Fingersi potente, impadronendosi di un Venezuela ridotto alla fame, minacciando una Cuba sul letto di morte o ammiccando ai 56.000 indigeni della Groenlandia, è più facile che vedersela faccia a faccia con un avversario di pari levatura. Fingersi importante, comprando un premio Nobel al mercatino dell'usato, è molto più semplice e immediato che non meritarselo, come quattro dei suoi predecessori a loro tempo fecero. 

Un solo aggettivo si addice a un pupazzetto del peso di un Donald Trump, e quell’aggettivo è «infantile»: un Donald Duck (Paperino) ritrovatosi casualmente erede di un Uncle Scrooge (Zio Paperone), ma assolutamente incapace di trasformare tanta ricchezza, tanta Storia e tanto potere in Progresso. 

Solo i bambini possono credersi ricchi quando rubano la marmellata in cucina, o potenti quando hanno una fionda in tasca, o importanti quando qualche adulto – pur di levarselo di torno –  accondiscende a qualcuna delle sue stupide richieste. 

E qui chiudiamo la nostra pagina. 

Il troppo che ancora ci sarebbe da dire, già lo scrivemmo prima del tempo («Trump 2: il ritorno»). Tredici giorni prima che l’aspirante dittatore si insediasse ufficialmente alla Casa Bianca (20 Gennaio 2025).

Un anno è trascorso, e poco o nulla è cambiato. Se non il fatto che molte di quelle che si potevano allora definire supposizioni, dobbiamo oggi chiamarle realtà. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Elogio del «Non ancora!»

Se solo gli umani sapessero quanto tutto quel che più li preoccupa appaia più chiaro, visto da quassù!  C'è voluta qualche decina di migliaia di anni prima che i terrestri accettassero l'idea che la Terra fosse tonda (e molti ne restano ancora da convincere). A noi, da quassù, è sufficiente affacciare il naso  fuori  dalla nuvola per osservare il pianeta ruotare maestoso nel cielo.  Allo stesso modo ci stupiamo nel vedere i suoi abitanti consumare in sterili diatribe buona parte delle loro altrimenti fortunate esistenze.  Ed è buffo che spetti a noi, che vivi più non siamo, insegnare come vivere ai viventi!  Non meravigliatevi dunque se tra i nostri compiti vi è anche quello di elargire di tanto in tanto qualche angelico consiglio.  Il suggerimento di oggi è che gli umani aboliscano definitivamente l'uso del SÌ e del NO. Causa prima e perniciosissima di gran parte dei loro mali.  Dicono i Romani (queli de Roma, no' queli de Caligola): «Con un SÌ t...

La Quarta Europa

Mentre dalle frontiere ucraine i venti di guerra bussano prepotentemente alle porte, l’Unione Europea – o, per meglio dire, alcuni degli Stati membri, in particolare la Francia – avvertono l’urgenza di rafforzare la difesa europea, più che dimezzata dopo la Brexit e frantumata in 27 eserciti che non comunicano tra di loro. Uno solo dei quali (quello francese) dotato di armamenti moderni e basi all’estero, ed altri – come in Italia e in Germania – ancora limitati dai trattati di pace del 1947. A voler parlar sinceramente, una vera Difesa Europea non esiste. Esistono eserciti nazionali, mal coordinati ed in diversa misura armati. Forse capaci di distinguersi in circoscritte missioni di pace o di ordine pubblico, ma non certo in grado di rispondere in modo efficace alle crescenti minacce di una o più grandi potenze nucleari.  Come di fatto in questi giorni avviene.  Esiste una NATO, certo: un’alleanza difensiva sovraeuropea mostratasi in grado di proteggere il continente per un t...

Dieci sconfinate menzogne

1) Le frontiere fra nazioni non hanno più alcuna ragione di esistere. Chi davvero lo pensa, dovrebbe per coerenza lasciare aperto di notte il portone di casa.  Quel che fa di un edificio un’abitazione son proprio le presenze umane che lì ci vivono, e il portone di casa è il limite che segna il confine tra il mondo di dentro (tendenzialmente amico) e il mondo di fuori (tendenzialmente nemico).  Starsene in casa propria non significa però autocondannarsi agli arresti domiciliari. Il portone lo si apre più d’una volta: per accogliere le persone gradite che vengono a farci visita, ma anche chi lo varca per ragioni di lavoro, dal portalettere all’idraulico. Talvolta anche per il mendicante che bussa alla porta in cerca di qualche elemosina.  Resta però ben chiuso di fronte a chi pretende di entrarvi di nascosto e con la forza. Peggio ancora se nottetempo, dal balcone o dalle finestre.  C’è un campanello. Suonarlo significa chiedere il permesso di entrare. Concederlo o men...