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Pare brutto

Pare brutto, in Italia, tener chiuso in carcere un criminale macchiatosi di sanguinosi delitti a capo di un’organizzazione eversiva? Pare brutto che non gli sia consentito comunicare con l’esterno per ricevere informazioni e dare ordini agli accoliti? Pare brutto non credere a uno «sciopero della fame» che, dopo cento giorni, vede lo scioperante non serenamente defunto ma anzi in perfetta forma, come testimonia il medico che lo ha visitato in cella? 

«È partito da un indice di massa corporea da obeso ed ora stiamo andando verso il sottopeso», ha dichiarato alla stampa il cardiologo. 

Se la lingua italiana non è un’opinione, «quasi sottopeso» dovrebbe significare «non ancora sottopeso e certamente non più sovrappeso». Come dire: in perfetto peso forma. E lo «sciopero della fame» – che sempre nella malvagia lingua italiana andrebbe inteso come «astensione dalla fame», non certo dal cibo – si è dunque risolto non in un lento suicidio, ma in un’efficacissima dieta.

Guai però a raccontarlo! L’Italia antiscientifica dei no-vax e dei terrapiattisti potrebbe mai credere a quel che certifica una bilancia da pochi euro, piuttosto che al sofferto prodotto del proprio solitario neurone? 

Giammai: meglio incendiare qualche decina di macchine, spender soldi in francobolli per inviare proiettili, distruggere vetrine ed imbrattare gli edifici pubblici, spacciando magari per «anarchia» il pubblico riconoscimento di un capo: ossia l’esatto contrario. 

Obiettivo della riuscita dieta vorrebbe essere l’abolizione di quanto stabilito dall’art. 41bis dell’ordinamento penitenziario (L. 354/1975), che consiste in una temporanea disapplicazione delle normali regole di trattamento dei detenuti e degli internati, laddove si ravvisi una «sussistenza di collegamenti con un'associazione criminale, terroristica o eversiva».

Non stupisce pertanto che a chiederne la cancellazione siano proprio i condannati per associazione criminale, terroristica ed eversiva. Stupisce piuttosto cha a tale richiesta si accodino molte insospettabili testate giornalistiche, tante insospettabili forze politiche, troppi insospettabili frequentatori di salotti televisivi. 

Ci vien da pensare come reagirebbe il nostro amato Capo, se Satana in persona gli chiedesse di ridurre la temperatura delle fiamme dell’Inferno, lamentandosene perché oggettivamente eccessiva e talora insopportabile. E comunque lesiva della salute e del personale benessere. 

Non crediamo di allontanarci dal vero se pensiamo che, pur nella sua eterna ed infinita bontà, il nostro amato Signore non esiterebbe a dare un colpo di mano al termostato, tirandolo su di qualche migliaio di gradi e scatenando nel contempo tutti i tuoni e i fulmini del conosciuto Universo. E di quelli ancora sconosciuti. 

Perché in nessuna pagina delle Scritture si trova che «buono» sia sinonimo di «fesso». Si afferma piuttosto il contrario: fesso è Satana che disobbedisce, fesso è Adamo che ci casca, fesso è Giuda che tradisce. E il perdono è per chi si pente, e le guance da porgere non sono che due. Finite le quali, non resta che l’occhio per occhio e il dente per dente.     

Pare brutto?  

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