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Tornano i sanculotti

Vincono i sanculotti del Terzo Millennio. I desperados della banlieue e delle campagne francesi, immiseriti dalla fine della Rivoluzione Industriale, impreparati ed estromessi da qualsiasi moderna attività lavorativa, ignoranti, disadattati e insoddisfatti, dunque facile preda dei seguaci di quella Marie Le Pen erede della Vichy neonazista, oggi a libro paga della non meno nazista Russia di Putin. 

Marie Le Pen ha vinto facile, contro la sofferente Destra di Macron e il mine(sini)strone populista che rimesta nella medesima pentola rimasugli paleosovietici, protestatari imbrattamuri d’ogni sorta, zombie duri a morire, saccheggiatori in gilet giallo, giovani portatori insani di bandiere di Hamas e dell’ISIS. 

Butta male, in quella Francia culla dell’Illuminismo e patria di Montesquieu, da due secoli faro di libertà per il vecchio come per il nuovo mondo. 

Butta male per un’Unione Europea costretta ad una pericolosissima battuta d’arresto nel sempre più urgente processo di integrazione verso la costituzione di un vero Stato Federale Europeo

Butta male per la sicurezza di un continente che vede la barbarie russa invadere e distruggere parte del suo territorio e, dopo la Brexit, rischia di perdere anche la Francia (unico Stato membro modernamente armato e provvisto di un’efficiente rete di basi militari all’estero), quando le presidenziali USA pongono a rischio la protezione militare oggi assicurata dalla NATO.

Mentre emarginati e populisti scendono populisticamente in piazza, a spaccar vetrine e pasticciare monumenti, la Destra macroniana chiama i Francesi ad innalzar barricate in occasione del secondo turno elettorale. Nella speranza di poter quantomeno contenere, se non ribaltare, i risultati del primo turno. 

Vada come vada, sarà comunque crisi. Nessuno in quella Repubblica potrà nel lungo periodo mantenere un’autentica egemonia politica, ma giusto una momentanea prevalenza: inevitabilmente destinata a naufragare per manifesta inettitudine degli ammutinati. Impadronitisi del vascello ma del tutto incapaci di governarlo e condurlo per mare. 

I neonazisti vincono perché promettono sicurezza e benessere a chi vive invece in miseria nei bassifondi più squallidi e insicuri. Così nel primo dopoguerra i partiti fascisti han conquistato il mondo. Raccogliendo consensi tra i troppi che avevan perso tutto: casa, patrimonio, lavoro, posizione, famiglia. Offrendo loro una divisa e un gagliardetto e, con essi, l’autorità e il permesso di depredare ed uccidere. 

Coi medesimi strumenti i neonazisti di oggi vanno alla conquista dei ceti più indeboliti, gettati per strada dalla fine dell’età industriale. Un serbatoio di voti un tempo equamente diviso tra la Chiesa e la sinistra marxista: due relitti politici al momento incapaci, l’una e l’altra, di comunicare (o anche soltanto immaginare) una visione, un indirizzo, un disegno, un sogno, una speranza di riscatto, un premio da conquistare, una via da percorrere, una linea. 

Non restano che sette giorni, da qui al ballottaggio finale. Sette giorni per sbancare il tavolo, sette giorni per tentare di rifarsi.

Scomparsi i De Gaulle e i Mitterrand, alla Francia non è rimasta che la roulette

Quella russa. 

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