Un vicino di casa spaccia. Tra i clienti c’è anche mio figlio. Chiamo la polizia, lo denuncio e lo faccio arrestare. Ma io sono Superman. Quindi irrompo nella casa, acchiappo per il collo lo spacciatore e, in volo, lo consegno alla polizia, che lo arresta. Io invece sono Trump. Irrompo nella casa, uccido chiunque mi capiti a tiro, sequestro lo spacciatore e lo trascino a casa mia, dove lo imprigiono in uno sgabuzzino. Poi mi impadronisco della sua dimora e di tutto quel che contiene. Poi inizio a vendermi i mobili, i gioielli, gli elettrodomestici, i quadri, il vasellame e le suppellettili. Mio figlio, cambiato spacciatore, continua a farsi più di prima. Sembra una favoletta, ma non lo è. È accaduto per davvero. In Venezuela. Con la falsa accusa di alimentare il traffico di stupefacenti dal Sudamerica verso gli USA (evidentemente privi di controlli alle frontiere), il Padr(onc)ino di Washington ha sferrato un attacco armato contro lo Stato del Venezuela, disarmato e di...
È il nuovo format inaugurato ieri dal/la presidente del Consiglio dei ministri in occasione dell’annuale conferenza stampa di fine/inizio anno: i giornalisti non possono fare domande, ma proporre un tema sul quale il/la presidente esprimerà la propria opinione, e quel tema sarà chiamato «domanda». Alla quale, s’intende, il giornalista non potrà in alcun modo controbattere. Chiacchiere e manette, per intendersi. Quel che dalla libera incontrastata conversazione del/la conferenziere/a è emerso, è il conflitto di interessi di una persona spesso costretta a cambiar d’abito tra i quattro di cui contemporaneamente dispone: a) presidente del Consiglio; b) deputata del Parlamento; c) presidente di partito; d) borgatara garbatellara. Pur contenendosi, stavolta, sul lato d), non ha saputo fare altrettanto sul lato c), schierandosi contro la Magistratura in pieno assetto da guerra referendaria, sfoderando per arma l’usurata tesi che la polizia (ministro dell’Interno) acchiappa, ma la Magist...