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Arbitro cornuto!

L’arbitro è sempre cornuto. Ma non per tutti. Solo per chi quelle corna intende appiccicargliele. Che non è mai la totalità dello stadio ma, normalmente, una delle due curve: quella che parteggia per chi ha subito la punizione.  Il cartellino rosso, stavolta, è toccato a Marion Anne Perrine Le Pen, presidente del neofascista Rassemblement National e figlia d’arte di Jean-Marie Le Pen, fondatore del Fronte Nazionale. E ad insorgere son stati i neofascisti di tutte le curve di tutte le destre, dal crudele dittatore russo fino ai più accreditati ladroni e ladruncoli d’Europa e d’Italia. Arbitro cornuto anche la magistratura americana, quando ha dato seguito al decreto di grazia della dittatoriale presidenza USA che ha salvato le chiappe ai criminali protagonisti del sanguinoso assalto al Parlamento, durante il tentato golpe del 2021? Tanto nel primo che nel secondo caso, l’arbitro non ha fatto altro che il proprio dovere: applicare quella legge che il Parlamento scrive ed il Governo r...
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Pacifisti si nasce, pacifici si diventa.

Si nasce pacifisti. Ed in pace si rimane finché si è circondati da un papà, da una mamma o, meglio ancora, da una tata nerboruta o da un paio di fratelli più grandi.  Poi si va all’asilo, quindi a scuola, dove basta un ragazzotto qualche centimetro più alto perché con parolacce, spintoni e minacce la tua pace se la porti via. Te la rubi da sotto il naso. Che potrà mai fare, un bimbo pacifista, in un luogo dove né la famiglia, né la tata, sono lì per proteggerlo? E gli altri bambini non son tenuti a farlo? Occorrerà riprendersela da sé, quella pace rubata. E si comincia col far ginnastica, col rinforzare i muscoli. E magari studiare judo o karate . Cercando di diventare «poco appetibile».  Eh sì! Perché il pesce più grande (vigliacco per natura) mangia solo i pesci più piccoli. E il pesce piccolo non ha davanti a sé che tre opzioni: 1) nuotare più veloce del pesce grande (opzione prendi e scappa); 2) muoversi in branco (opzione mi vendo a un padrone o a un partito); 3) mi rend...

Un voto in pagella

  «Per un’Europa libera e unita», quel Manifesto di Ventotene tornato agli onori della cronaca grazie ai denigratori travisamenti di chi non l’ha mai letto, ci regala tra le tante un geniale intuizione: mai così attuale, oggi che l’attacco congiunto da parte trumputiniana ha bruscamente riavviato il tormentato processo di unificazione europea. Non c’è più spazio, sostiene il Manifesto, per una divisione fra «destra» e «sinistra»: la vera discriminante passa oggi tra europeisti ed antieuropeisti, tra nazionalisti ed eurofederalisti, tra progressisti e regressisti. Tra chi guarda avanti e chi continua a guardare indietro. Così in quel vicinissimo 1941:  «La linea di divisione fra i partiti progressisti e i partiti reazionari cade perciò ormai non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa coloro che concepiscono, come campo centrale della lotta, quello antico, cioè ...

I no-vax della conoscenza

Esiste una cura contro la stupidità? Contro chi dà del comunista agli anticomunisti di Ventotene? Per difendersi da chi sostiene che i giganti abbiano costruito le piramidi o che la terra sia piatta? Contro chi è convinto che ogni causa dei propri mali stia al di fuori di se stesso e si atteggia a vittima predestinata di chissà quali occulti disegni? No. Non esiste una cura. Esiste però un vaccino: si chiama «conoscenza» e funziona da millenni. Purché assunto regolarmente sin dalla più tenera età. Non viene distribuito negli ospedali, ma in apposite strutture chiamate «scuole», dove viene somministrato in dosi personalizzate di informazioni scritte e orali che consentono dapprima di comunicare col mondo attraverso la parola e la scrittura, ed in seguito di comprendere la natura di tutto ciò che esiste, o persino immaginare quel che ancora non esiste.  Chi rifiuta tale vaccino ha davanti a sé un futuro da schiavo. Schiavo della propria ignoranza, prima ancora che di un padrone....

Il melonocchiale

Il melonocchiale è un particolare strumento ottico che fa uso di due meloni in luogo delle lenti, e consente di vedere solo quel che si vuol vedere. Oscurando il resto.  La visione del cosiddetto Manifesto di Ventotene («Per un’Europa libera e unita») attraverso queste speciali ottiche , trasforma magicamente il preveggente documento eurofederalista da lucida condanna delle dittature di ogni colore nel programma di un nuovo totalitarismo antilibertario da imporre all’intera Europa.  Ci siamo quindi ripromessi di leggere il testo di «Per un’Europa libera e unita» lasciando nel cassetto i melonici occhiali, e quel che abbiamo trovato è una visione socialista del futuro del Continente, che prende equamente le distanze tanto dal liberalismo democratico (la «destra» di allora, madre dei fascismi e del nazionalsocialismo) ma ancor più dal regime comunista da pochi anni instaurato in Russia. * * * * L’ incipt del testo è chiarissimo, nel caso già non lo fosse a sufficienza il titolo...

Maraviglia delle meraviglie!

Meraviglie dell’ignoranza! Leggere per la prima volta un documento storico e scoprire di non possedere gli strumenti intellettuali per collocarlo nel suo giusto contesto. Quindi piegarlo al proprio pensiero, forzandolo ad usum Delphin i e decontestualizzandone qualche passo al fine di sconfessare la validità dell’intero documento, e dunque di quella grandiosa costruzione politica, l’Unione Europea, che in esso affonda le proprie radici. Con la supponente pretesa, pur non essendo un agronomo, di poter valutare da un sommario esame di tali radici tanto la robustezza del tronco che la salute della chioma o la qualità dei frutti.  Con tale predisposizione ascientifica, non v’è testo sacro o profano che possa in assoluto esser ritenuto valido. Persino dalla Bibbia è possibile estrarre elementi di violenza, schiavismo, vendette, incesti, ingiustizie, sopraffazioni, guerre. Ma ciò non toglie che anche dalla Bibbia sia nato quel mondo che conosciamo, e che sia pertanto utile leggerla e stu...

Specchio delle mie brame!

«Specchio, specchio delle mie brame: chi è la più bella del reame?» E qual è, oggi, lo specchio di ogni sovrano, se non quella libera stampa che quotidianamente li osserva e li ritrae sotto ogni possibile angolazione?  Persino la perfida Grimilde, sconvolta alla notizia che esistesse al mondo un essere più bello di lei, si guardò bene dal rompere in mille pezzi il magico specchio, il solo che potesse darle qualche utile informazione circa la sconosciuta contendente.  Sarebbe stata la più stupida delle mosse. Un po’ come accecare il radar che segnala l’arrivo di una flotta nemica, o abbattere il satellite che ne spia i movimenti.  Ma la regina Grimilde non era affatto stupida: era solo invidiosa, rancorosa e malvagia.  Il presidente di seconda mano Donald Trump – usato insicuro – è anch’egli certamente invidioso, rancoroso e malvagio. Ma, oltre ciò, è anche stupido. Immensamente stupido. Come ben sanno i Putin e i Xi Jinping che da un mese si fregano le mani per la g...